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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Rosso Ferrari in Toscana… Il gruppo degli spumanti debutta con due vini prodotti a Terricciola. In pole position per gli spumanti, Ferrari si lancia in nuove sfide. Il gruppo trentino, omonimo delle rosse di Maranello e leader delle bollicine di lusso, vuol cimentarsi ora sui rossi di qualità. Presto sul mercato arriveranno le prime annate di vini prodotti in Toscana e in Umbria. A guidare l’azienda ci sono tre trentenni, tre cugini della famiglia Lunelli che rilevò nel 52 la casa di spumanti, fondata da Giulio Ferrari nel 1902: Matteo, vicepresidente, Marcello, enologo e Camilla addetta alla comunicazione. L’eredità che ricevono i giovani Lunelli è quella di un gruppo che nel 2004 ha venduto quattro milioni e mezzo di bottiglie di spumante, che è primo in Italia con il 27% di quota di mercato (ma per l’export ancora al 10% della produzione) che ha un fatturato di 60 milioni di euro e 180 dipendenti. Un gruppo che non è stato toccato dalla crisi, anche grazie ai prezzi fermi, al netto dell’inflazione, dagli anni Sessanta. “Ma Ferrri non è solo spumante – spiega Camilla Lunelli – vuole dedicarsi al buon bere da zero a 40 gradi, dall’acqua alla grappa. Così nell’82 acquisimmo Segnana, storica distilleria trentina, alla quale da sempre davamo le nostre vinacce provenienti dalla spremitura delle uve per lo spumante, vinacce grondanti, di altissima qualità , perché la spremitura che adoperiamo è molto soffice. Sei anni dopo – continua- comprammo acqua minerale, la Sorgiva, del Parco dell’Adamello, che vendiamo solo ai ristoranti e in vetro per difenderne la purezza. E’ seguita poi l’azienda agricola Lunelli per i vini trentini”. E ora l’ultima avventura: i vini rossi di peso, proprio in questi anni terribili per la viticoltura. In Toscana, Ferrari non ha scelto Bolgheri o Montalcino: “Sono zone che hanno già detto tutto”. Ha creato invece la tenuta Podernovo a Terricciola nel Chaitni pisano, colline non di gran nome, ma che l’azienda trentina è sicura di poter valorizzare: 80 ettari, di cui 30 di vigneto e una serie di casali di fine Settecento, ristrutturati in appartamenti con piscina per un turismo rurale di lusso e in cui è stata ricavata la cantina. Le prime bottiglie di Aliotto e Teuto- dai principi guerrieri del Medioevo nordico i nomi dei Ferrari toscani – saranno in vendita in primavera intorno ai 10 euro. Base Sangiovese, saranno in piccola parte della vendemmia 2001 e per il resto 2003 e 2004, niente della brutta annata 2002 quando l’uva è stata venduta e non vinificata. Se i rossi toscani, per i quali è stata chiesta la Doc Terre di Pisa, sono una scommessa qualità/prezzo, in Umbria nella Tenuta di Castelbuono, a Bevagna, Ferrari punta decisamente all’eccellenza: il Rosso di Montefalco del 2003 sarà messo sul mercato l’anno prossimo ma il Sagrantino verrà invecchiato fino al 2006. A nobilitare le due etichette ci penserà anche un vecchio amico di famiglia: lo scultore Arnaldo Pomodoro ha disegnato la futura cantina, rifacendosi al passato etrusco del luogo avrà le forme di una tartaruga preistorica (arretrato del 20 novembre 2001).

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