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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

I consigli del sommelier - Nella terra di San Francesco Torgiano, San Giorgio e Cervaro ... Torgiano è un piccolo paese agricolo, antico castello del contado di Perugia, feudo un tempo dei guerreschi Baglioni, Domina, al centro della zona collinare, la confluenza del Chiascio e del Tevere.

Il paesaggio è quello tipico umbro; verdi colline decorate da filari ben ordinati. Dalle vigne si scorgono, l’una e l’altra, a pochi chilometri, Perugia e Assisi. In questo ambiente il pensiero corre naturalmente a San Francesco, al suo amore per la natura, alla sua comprensione per il rude lavoro della terra. Il vino in queste zone è sempre stato uno dei prodotti fondamentali e non a caso, nella storia del santo, si trova più di un riferimento al vino e all’uva.

Il non facile equilibrio tra tradizione e modernità, ecologia e tecnologia si rinnova in alcuni nettari, tra cui il Torgiano, il primo vino umbro a ricevere la certificazione Doc. Ora il Rosso Riserva è una Docg. I vitigni sorgono nella aree di bassa collina e, proprio a Torgiano, nel cuore dell’antico borgo, ove si trova anche un piccolo e raffinato albergo a cinque stelle, “Le tre vaselle”, meta golosa di gourmands e di chiunque desideri quiete, per volontà di Angelo Valentini, grande “enobibliofilo” per una stessa definizione, è stato allestito il Museo del Vino, che in questi luoghi, oltre che a essere una bevanda, era anche considerato un medicamento.

Uno dei migliori esempi della viticoltura umbra è un Rosso Igt, Indicazione geografica tipica, il San Giorgio 2001, della Cantina Lungarotti, prodotto da un blend di Cabernet Sauvignon (50 per cento), Sangiovese (40 per cento), lanaiolo (10 per cento). Si può accostare alle pappardelle al ragù di cinghiale. Altro grande “vino-mito” il Cervaro della Sala 2001, della cantina Castello della Sala, vicino ad Orvieto, seguita dall’enologo Renzo Cotarella. I superlativi non bastano per questo bianco, tra i più famosi del mondo, tutto grazia ed eleganza. Il suo profumo complesso, intensamente fruttato e con sfumature di vaniglia, il gusto strutturato, con un retrogusto molto persistente e di consistenza aromatica lo rendono ogni anno diverso e uguale solo a se stesso.

Terenzio Medri - Presidente nazionale Ais

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