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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Morellino di Scansano. Un «nobile» in tavola ... Un tempo il Morellino di Scansano, che prende il nome dalla varietà maremmana di Sangiovese e dal più importante comune nel quale viene prodotto in provincia di Grosseto, era un vino rustico e sgraziato: i metodi arretrati in vigna e in cantina non riuscivano a dominare gli effetti di un clima caldo come quello della zona meridionale della Toscana, da dove nasce. Occorre subito dire che oggi i tempi sono cambiati e il Morellino di Scansano è uno dei vini che più attirano l’attenzione della critica e dei consumatori per la sua morbidezza e dolcezza di frutto. Il Morellino è così entrato a far parte della nobiltà del vino italiano: a fine novembre scorso, con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, gli è stata riconosciuta la Denominazione di origine controllata e garantita, che entrerà in vigore con la vendemmia di quest’anno.
Il Morellino si fregia di un riconoscimento prestigioso e va ad aumentare il numero delle Docg riconosciute in Toscana affiancando il Brunello di Montalcino, il Carmignano, il Chianti, il Chianti Classico, il Nobile di Montepulciano e la Vernaccia di San Gimignano. Il Morellino di Scansano è un vino ben strutturato ed equilibrato, con tannini morbidi e una acidità vivace. Pur essendo un vino dalle radici antiche (ci sono infatti documenti storici che lo citano per eccelsa bontà sin dal XII secolo) il suo gusto è moderno e accattivante. E’ il vino ideale per piatti di carne saporiti, per gli arrosti, per le scottiglie di cinghiale tipiche della cucina maremmana, per salumi e formaggi particolarmente sapidi. Ma il Morellino di Scansano ha anche la capacità di «rompere» le regole, essendo un’ottima combinazione per zuppe di pesce ma anche per qualsiasi tipo di pesce cucinato con spezie o salsa di pomodoro.

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