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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Sangiovese - David Navacchia (Tre Monti) scommette sulla qualità: “struttura e profumi straordinari”. “La natura ha dato il massimo. Il 2007 sarà un’annata da ricordare” … “Uve stupende” ... Ultimi giorni di raccolta del Sangiovese sui colli di Romagna e, manco a dirlo, le previsioni di vendemmia sono buone, anzi ottime. “D’accordo che l’oste, anzi il cantiniere, non dirà mai che il suo vino è cattivo, ma il 2007 “sarà annata da ricordare”. David Navacchia, titolare col “fratello Vittorio e il padre-fondatore Sergio, della cantina Tre Monti parla di struttura, corpo, profumi straordinari: “Quest’anno la natura ha dato il massimo, il resto dipende da noi”. Tra i fondatori del “Convito di Romagna” (8 cantine che rappresentano, l’eccellenza del Sangiovese”), Tre Monti ogni anno va in zona medaglia sulle guide del vino con la linea di bianchi e rossi “Thea”, dal nome della fondatrice scomparsa nel 1989. Se la Romagna si è riappropriata del “suo” Sangiovese, il merito è anche della famiglia Navacchia, che su qualità e origine ha fatto una battaglia da samurai. “Ormai il sangiovese è il vitigno più diffuso in Italia e la Romagna, dove è nato, stava perdendo una delle bandiere del suo territorio”.
Avete ridato dignità a questo grande rosso, però, la fama l’hanno conquistata gli “altri” sangiovesi toscani e umbri …
“Questione anche di promozione e di immagine, noi siamo partiti tardi. Poi le nostre sono realtà piccole, quasi di nicchia, che devono convivere con le più grandi cantine cooperative d’Europa che imbottigliano lo stesso prodotto, con lo stesso nome”.
L’eterna sfida Davide-Golia?
“Assolutamente, nessuna polemica. Le coop hanno anche dei meriti, hanno aperto la strada dell’export e quando la bolla dei prezzi è scoppiata tutti si sono accorti che il sangiovese di Romagna gode di uno straordinario rapporto qualità-prezzo”.
Però …
“Se vogliamo far emergere l’eccellenza dei nostri vini di collina, dobbiamo essere intransigenti sulla qualità, è compito nostro. Il Sangiovese di Romagna modificherà il suo disciplinare e siamo d’accordo. Ma noi come Convito vogliamo andare oltre e darci un disciplinare nostro, ancora più restrittivo, per conferire più identità territoriale ai nostri vini”.

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