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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Chianti Docg fasullo. Maxitruffa nel Senese ... Sigillo per 47 ettari di vigne e 800mila litri di vino… Chianti “fasullo nel mirino della Finanza. Tre le persone denunciate (i titolari dell’azienda e il responsabile di una cantina e ben 47 ettari di vigneti finiti sotto sequestro assieme a circa 800 mila litri di vino destinato a diventare Chianti Classico Docg; senza averne le caratteristiche previste dal disciplinare. La maxitruffa è stata scoperta dal nucleo di polizia tributaria di Siena che è riuscita in extremis ad evitare che oltre un milione di bottiglie prive dei requisiti previsti dall’attuale normative fosse immesso sul mercato nazionale ed internazionale.
L’operazione ha portato alla denuncia di due proprietari di un’azienda agricola di Castelnuovo Berardenga (Siena) e del responsabile di una cantina. A loro vengono contestati i reati di frode in commercio aggravata e false dichiarazioni.
Le indagini, iniziative durante la vendemmia dell’anno scorso, hanno consentito di scoprire una sofisticata consentito di scoprire una sofisticata frode messa in atto dall’azienda agricola, che ha venduta a tre importanti società leader nel settore, intere produzioni Chianti Classico risultate prive dei requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione per fregiarsi della denominazione di origine garantita e controllata, fornendo loro autocertificazioni e documenti “ideologicamente falsi” nei quali venica assicurata la genuinità del prodotto. Il vino sequestrato dalle Fiamme Gialle sarebbe stato immesso nei mercati nazionali ed internazionali. Evidente, sottolineando gli uomini della Finanza”, il danno per le imprese acquirenti e soprattutto per i consumatori finali.

L’impresa agricola, secondo gli investigatori del comando gli investigatori del comando provinciale di Siena, redigeva le denunce delle uve dichiarando sempre il massimo della produttività, mentre in realtà le potenzialità dei vigneti erano assai ridotte: il vino necessario per colmare la minore resa, veniva reperito in nero. Le Fiamme Gialle hanno condotto un’approfondita e complessa indagine, cui sono seguite numerose perquisizioni oltre a laboriosi rilevamenti e riscontri di carattere amministrativo e contabile, nonché ispezioni sui vigneti.

L’articolata operazione di polizia giudiziaria, diretta dalla Procura della Repubblica di Siena, si è estesa anche nei comuni di Tavarnelle Val di Pesa, Figline Val d’Arno e Pontassieve, dove sono stati effettuati diversi sequestri presso importanti rivenditori all’ingrosso, per un totale di 800 mila litri. Ai responsabili, oltre alla denuncia è stata contestata una salatissima sanzione amministrativa. I tributi evasi sono risultati pari a 600 mila euro per omesse fatturazioni. L’intero quantitativo di prodotto vinicolo è stato sequestrato e sarà restituito previo declassamento a vino comune da tavola.

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