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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Grandi bottiglie a piccoli prezzi ... Un Sangiovese artistico... Se oggi il Sangiovese di Romagna non è più figlio di un dio minore rispetto ai sangiovesi toscani il merito è dei pionieri come Umberto Cesari che negli ultimi decenni del secolo scorso ebbero il coraggio di investire sulla Romagna e sul suo territorio, proprio mentre si parlava solo degli “altri” sangiovesi, quelli che alimentavano i miti del Chianti, del Nobile, del Brunello. La maison Cesari decolla alla fine degli anni ‘60 sulle colline di Castel San Pietro, linea immaginaria di confine tra l’Emilia e la Romagna. Colline stupendamente vitate, ottimo microclima, altitudine dai 300 ai 450 metri sul livello del mare. Umberto Cesari è tra i primi a credere nel rinascimento del sangiovese di qualità. Capisce che la via maestra del successo sono i mercati mondiali. Sguinzaglia il figlio Gianmaria in giro per il mondo e adesso 7 bottiglie su 10 dei 2 milioni che produce vanno all’export con posizioni di leadership in grandi paesi come il Canada. Ma anche in Italia non scherza: oggi è il primo produttore privato di sangiovese in regione. Ma l’estate porta i bianchi e Umberto Cesari ha inserito nella recentissima linea Moma anche un bel bianco, impreziosito dalle nuove etichette “artistiche” messe a concorso tra gli studenti dei licei artistici. Blend di trebbiano, sauvignon e chardonnay, affinato 3 mesi solo in acciaio, il Moma bianco 2010 si propone con un bel naso di frutta bianca (mela e pera); in bocca è sapido, armonico, elegante. In enoteca sui 10 euro. Moma bianco, Umberto Cesari. Info: www.umbertocesari.it.

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