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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

“Una eroica Terra della Gola” ... Raspelli promuove la Toscana. Ricordi di tante “visite” nelle 400 puntate di “Melaverde”... La Toscana? E’ una delle “regioni della gola”. Dove la terra è un plus, perché c’è tutto, dal mare ai-monti. E dove la gente che ci lavora è brava. Anzi, eroica”. Parola di Edoardo Raspelli, un guru del gusto, critico enogastronomico, per anni direttore di guide, oggi protagonista di una delle trasmissioni più fortunate: Melaverde, in onda la domenica poco dopo mezzogiorno su Rete 4. Da poco ha superato le 400 puntate. Con tanta Toscana dentro.

Quante volte c’è stato, Raspelli?

“Almeno una ventina, io: la trasmissione di più. E ho visto di tutto, dalle cave delle Apuane alle acque sorgive di Villa Undulna al Cinquale, dalle campagne di Lucca agli agriturismi eroici che adottano le castagne e allevano le capre, dalla raccolta di miele a Camaiore al bicarbonato di sodio della Solvay a Larderello”.

Che le ha ispirato anche una gag.

“Già. Tutta giocata sul bicarbonato che fa bene alla pelle: un cucchiaio fa ringiovanire, io ne presi un chilo e mi trasformai... in un bambinetto!”.

Dove ha trovato più eroica la Toscana del gusto?

“A Zeri, in Lunigiana. Sette anni fa, la prima volta, incontrai una bambina. L’ho ritrovata ventenne, già mamma: aveva recuperato la casa diroccata del nonno che aveva due pecore, e ora lei ne ha 50 nel suo gregge”.

Ma su cosa punta di più la trasmissione?

“E’ lo specchio di quello che c’è, compresa la selvaggina allevata, la ricchezza ittica, su cui però non posso calcare troppo perché subito prima di noi va in onda Pianeta Mare. Quindi in genere si punta sull’interno: e in Toscana c’è la montagna, che è bellissima. Vista da fuori, perché la vita è dura”.

Qualche aneddoto?

“Ricordo una delle mie prime puntate. Con il regista mi fondai all’Enoteca Pinchiorri, facemmo un servizio di cinque minuti prima dell’incendio delle spettacolari cantine... Poi la trasmissione è cambiata, è più “agricola”, e allora si va a vedere la signora che cucina gli agnelli o i necci”.

Come a Linea Verde, il più forte concorrente?

“No, loro mostrano enormi tavola- te con il conduttore che va a volo d’uccello sui piatti. Io sono goloso, mi soffermo e cerco le motivazioni. Noi siamo più didattici, meno ludici. E poi abbiamo un budget otto-dieci volte più basso...”.

La Toscana le ha anche salvato la vita.

“Sì. Fu nel 2000, ero stato a pranzo da Lorenzo a Forte dei Marmi, andavo a Villa Undulna a registrare una puntata sui salumi. Avevo mangiato bene, ma poco; e capii che quel bruciore era provocato da un infarto. Chiamai il 118, in mezz’ora ero al centro cardiologico di Massa, e mi salvarono”.

Qualche altro ricordo?

“Sempre un problema di salute. Ero a Saturnia, pesavo 126 chili, volevo fare qualche vasca ma stavo malissimo. Il medico mi disse: lei è un conduttore bravissimo, inimitabile, ma di questo passo tra un anno è morto. Mi decisi per il bendaggio gastrico, ora sono sceso a 98 chili”.

Un personaggio che ricorda?

“Un apicultore in Versilia. Mi fece poggiare la mano su un immenso sciame fermo su un albero. Una cosa incredibile”.

C’è qualcosa ancora da scoprire, in Toscana?

“Melaverde cerca cose di nicchia. Voglio tornare a caccia dei banchi delle donne nelle campagne lucchesi, che offrono di tutto. Mi aspetto segnalazioni, semmai”.

E la ristorazione?

“Deve stare attenta a non riempire troppo i tavoli... Ma in Versilia è eccellente”.

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