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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Grandi bottiglie a piccoli prezzi ... Bollicine “zoiose” ... “Zoiosa”, gioiosa, era detta la Marca trevigiana fin da quando nel ‘700 i nobili veneziani la eleggevano a buen retiro estivo per fuggire dall’opprimente Calura della laguna. E “zoioso” è il vino simbolo della Marca in tutto il mondo, il Prosecco, campione dì export e ormai must globale del Belpaese al pari di pizza, Ferrari e spaghetti. Ma il successo fa brutti scherzi e spesso capita che il “prosecchino” degradi in frizzantino anonimo vibrante solo di anidride carbonica. Per cui occhio all’etichetta e andare su cantine di territorio perché il vino è “seduttore e fratello dell’eros” (Herman Hesse) ma se non è buono lascia solo un gran mal di testa. Non si sbaglia a puntare sulle bollicine di Vigna Dogarina, bella tenuta di oltre 100 ettari di proprietà della famiglia Tonus, da sempre impegnata sul fronte degli spumanti charmat ma anche sulle altre uve di territorio: merlot, cabernet, raboso, con vigne divise tra Marca trevigiana e doc Piave. Sull’impronta floreale e fresca del Prosecco la maison di Campodipietra gioca le sue carte, strizzando anche l’occhio al pubblico femminile attraverso una voluttuosa campagna pubblicitaria. Questo 100% Dogarina è davvero un bel biglietto da visita: prosecco in purezza con un naso nitido di fiori bianchi, glicine e ginestra. Ma dietro il fumo c’è l’arrosto: un bel palato sapido, ricco di bolle croccanti, con un finale leggero di mandorla amara. Sa di primavera e sposa a meraviglia crostacei e frutti di mare. In enoteca circa 8 euro.

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