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La Nazione

Il Chianti Classico non potrà essere clonato. Seleizonato il microrganismo "copyright" ... E' stato selezionato un microrganismo del processo di vinificazione tipico del Sangiovese chiantigiano, ed è quindi adatto ad intervenire nel fare vini esclusivamente Chianti Classico e Chianti. Un microrganismo che pertanto farà da «copy-right» per questo pregiato «rosso», rendendo automaticamente vani i tentativi di imitazione che filtrano da Cile, America, Sudafrica. In sintesi: il Chianti Classico e il Chianti non potranno essere clonati. In aggiunta: la qualità del vino sarà sempre garantita, con prospettive di miglioramento. Si tratta di un ceppo di lievito di «Saccharomyces cerevisiae», nome in codice BLC 83, con attitudine – spiegano i tecnici – «ad essere distribuito sotto forma disidratata e quindi di facile uso in cantina; è in corso la procedura per brevettare il ceppo e l'elaborazione di progetti atti a valorizzare ulteriori ceppi presenti nella preziosa risorsa rappresentata dalla Banca lieviti da vino». Già, perché ci sono altri due fatti: il ceppo è stato selezionato col metodo della «biodiversità», guardando a ciò che la natura ha messo a disposizione. Niente a che fare dunque con Ogm e affini. Poi, quello risultato dalla selezione può essere essiccato, e quindi riprodotto, come è stato affermato, «su scala industriale». I ceppi di lievito preselezionati hanno dato luogo alla particolare «banca» dei microrganismi chiantigiani «Doc». Anzi, «Docg». Questa fondamentale scoperta è stata fatta dalla Facoltà di Agraria dell'Università di Firenze. Il progetto di ricerca, avviato nel '96 con l'ausilio dei fondi europei del Leader II, ha contato sulla stretta collaborazione tra i comuni di Tavarnelle (capofila), S.Casciano, Barberino e Greve, e l'università. I risultati di questi sei anni di esperimenti sono stati illustrati ieri mattina a Villa Montepaldi, sede dei laboratori e dei corsi sperimentali della facoltà di Agraria, nel convegno «Lieviti e vino nel territorio del Chianti; ricerca, sperimentazione e produzione in cantina». Vi hanno preso parte anche Consorzio del Chianti Classico, Consorzio Chianti, Arsia, assessorato all'agricoltura della provincia di Firenze. Diciassette le aziende agricole che si sono «prestate» all'esperimento.

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