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La Nazione

I big toscani a Bordeaux “Ma il pericolo è l’Australia” ... Duecento aziende con 514 etichette in uno stand di 200 metri quadrati, con i vini della Selezione 2002. Sono soprattutto i “grandi rossi” gli ambasciatori del vino toscano a Vinexpo, a Bordeaux, la più grande rassegna mondiale. In testa, il Dream Team dei senesi, dieci tra le migliori e più blasonate cantine, al debutto in questa idea di “squadra”. Sull’esclusiva passerella di Chateau Angelus, premier cru di St. Emilion, davanti a giornalisti e operatori specializzati “sfilano” Castello di Fonterutoli dei Mazzei, Biondi Santi, Tenuta di Argiano, Castello Banfi, Podere Boscarelli, Pian delle Vigne, Avignonesi, Tenuta di Trinoro, Tenuta di Castelgiocondo Frescobaldi e Pian d’Albola di Gianni Zonin. E’ buona la performance di Siena, che nell’agroalimentare ha segnato un +6,7% nel valore complessivo dell’export. Ma un segnale di allarme per il vino italiano e toscano in particolare arriva da un convegno organizzato dall’Università di Firenze, sempre più intenzionato ad aprire una facoltà di enologia. Lo slogan è: attenti all’Australia. E secondo Alessandro Costantini, direttore marketing della Ruffino, prima di subire decisiamente il colpo del super euro sarà importante “rivedere la politica dei prezzi”.

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