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La Nazione

Supertuscans: gli enologi dicono no al marchio ... Un marchio per valorizzare e accomunare i vini supertuscan allo stesso modo dei cru francesi: è la proposta dello scrittore Andrea Zanfi, che oggi a Firenze ha presentato il suo libro intitolato "I Supertuscans" (Editore Carlo Cambi), e che ha trovato subito l' opposizione degli addetti ai lavori, produttori ed enologi. La tesi di Zanfi è che vini toscani come Tignanello e Sassicaia hanno cambiato il volto dell'enologia regionale perché ottenuti senza attenersi rigorosamente ai disciplinari Doc e Docg, ma aggiungendo al tradizionale Sangiovese anche uve provenienti da vitigni internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon.

"Una vera e propria rivoluzione - ha spiegato Zanfi - che nel tempo è rimasta tanto apprezzata da consumatori e appassionati. Essa ha portato ad una vera esplosione di etichette tanto che oggi si contano oltre 120 diversi Supertuscan con prezzi che vanno dai 20 ai 120 euro".
Per Zanfi "sono anche grandi bottiglie rischiano di essere fuori mercato davanti alla crisi economica che richiede prezzi molto più bassi". Parte da qui, ha spiegato ancora l' autore, "l' idea di arrivare ad un riconoscimento maggiore per la qualità di questi vini creando un apposito marchio sul modello francese dei grandi cru".

La proposta, provocatoria, non ha trovato il pieno consenso di produttori, enologi e giornalisti intervenuti alla presentazione del libro. Secondo Angelo Gaja, produttore piemontese che ha una tenuta a Bolgheri (Livorno), "istituire un disciplinare e un marchio per i Supertuscan non si addice alla loro natura che è invece quella di superare le tradizionali barriere delle denominazioni".

Dello stesso avviso Flavio Tattarini, presidente dell' Enoteca Italiana, che ha ricordato come "questi sono vini nati liberi". "E' sbagliato ingabbiarli - ha aggiunto - Lavoriamo piuttosto sui disciplinari delle denominazioni per renderli più flessibili e rilanciare le tipicità del territorio". (arretrato de "La Nazione" del 14 dicembre 2005)

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