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La Repubblica

Rare champagne, un’etichetta che fa luce … La nuova idea del brand della maison controllata da Epi, il gruppo francese indipendente guidato da Christopher Descours: i decori floreali bianchi della cuvée si accendono con un pulsantino collegato a un led. L’edizione limitata presentata a Montalcino, durante Benvenuto Brunello. Il gruppo francese Epi ha comprato nel 2016 Biondi Santi Il Greppo... “Francesi, sono francesi,hanno una marcia in più”: Alessandro Regoli, fondatore con la moglie Irene Chiari del portale winenews.it, commenta con ammirazione l’ultima trovata: lo champagne con l’etichetta che si accende, come una lampadina. Rare Champagne, (di Piper-Heidsieck), come dice il nome, è uno champagne raro. Il più raro e prezioso al mondo,  se si considera che dal 1976 sono state realizzate solo nove cuvée. Le bottiglie più belle, qualche anno fa sono state esposte alle Galleries Lafayette, in  Boulevard Haussmann a Parigi. Ora con questa trovata aggiunge valore: “Una bottiglia così la vendono a 200 euro”, continua Regoli. I francesi, nel vino, hanno fatto la storia di marketing, anticipando tutti i Paesi con strategie di avanguardia. E non mancano occasioni per continuare a stupire il mercato. Rare Champagne fa capo a  Epi, gruppo indipendente guidato da Christopher Descours e focalizzato nello sviluppo dei brand di lusso. Nel 2016 Epi ha comprato la Tenuta Biondi Santi il Greppo. una delle più iconiche griffe di produzione di Montalcino. Il signor Descours ha messo la bandiera francese su questo territorio tra i più cari al mondo, primo a inventare un brand di territorio, il Brunello di Montalcino, l’Armani del vino. Ha comprato, ma si è anche aperto contemporaneamente una breccia per le proprie etichette. Così, proprio nel week end in cui si festeggiava Benvenuto Brunello, tra i rossi più famosi del mondo, c’era la fila in piazza per entrare nella lounge allestita da Epi per la presentazione dello chamapagne che fa luce: un piccolo bottoncino sotto il fondo della bottiglia accende e spegne un led che illumina i bordi bianchi dell’etichetta ornata da motivi floreali. La maison è stata sempre focalizzata sull’innovazione. Fin dal 1976, quando, per il suo primo Mmllésime, ha stretto una partnership con Van Cleef & Arpels per realizzare una bottiglia ornata d’oro, diamanti e lapislazzuli. Fu allora che si decise di battezzare lo champagne “Rare”: l’annata era stata colpita da siccità, così, per valorizzare il numero di bottiglie limitate eccon l’idea di una serie limitata e preziosa. Da allora “tutte le altre cuvée di Rare (1979, 1985, 1988, 1990, 1998, 1999, 2002, 2007, un rosé) esprimono annate particolari o difficili. Bottiglie eccezionali, il vero lusso:  una strada seguita dalle principali maison di champagne che puntano sull’haute couture, come nella moda e che piace allo chef de cave Régis Camus. I preziosi incastonati nelle etichette, ai tempi si potevano togliere e utilizzare come spille. Oggi, in tempi di economia circolare e di rispetto dell’ambiente, la bottiglia con l’etichetta che si accende non si butta via una volta bevuto lo champagne. La bottiglia vuota si conserva. Qualcuno sta già pensando di vendere l'esemplare online.

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