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La Repubblica / Affari & Finanza

Ducasse vuol fare lo Champagne a Grosseto ... «Jamais en Italie», aveva detto, «mai in Italia». Ma l’incontro con Martino de Rosa, presidente di Wiish e Vittorio Moretti, presidente di Terra Moretti gli ha fatto cambiare idea. Tanto che Alain Ducasse, lo chef con più stelle al mondo, a capo di un impero enogastronomico diventato un modello di business, ha investito i suoi soldi per scommettere sulla rinascita di un angolo di Maremma: cinquecento dei tremila ettari de La Badiola, l’ex tenuta di caccia dei granduchi di Lorena di Toscana, vicino Castiglione della Pescaia. «La Maremma è il centro del centro del mondo, questa terra diventerà come la zona dello Champagne per la Francia, tra 5 cinque anni sarà irriconoscibile», racconta nel corso della serata di inaugurazione della Trattoria Toscana, il ristorante che ha aperto i battenti l’11 giugno scorso nel resort l’Andana che lo stesso Ducasse aveva inaugurato di persona lo scorso anno.
Un ristorante firmato Ducasse, ma che costa meno di cinquanta euro. «La Badiola deve ridiventare la tenuta di Castiglione, aperta alla gente del posto, ai turisti», spiega Martino De Rosa. La trattoria, un locale rustico, perché ricavato nell’ex granaio cercando di mantenere il più possibile intatte le strutture, ma elegante allo stesso tempo, è solo una tappa di un grande progetto di marketing territoriale legato alla ricchezza enogastronomica toscana. A breve, accanto alla trattoria, sorgerà un ristorante gourmand, per palati più esigenti e portafogli più capienti. E’ già in funzione invece l’hotel di charme, con trentatré camere di gran lusso, ricavate nell’antica fattoria dove a breve sorgerà anche una Spa. Nella tabaccheria è in costruzione la cantina e le prime bottiglie si avranno nel 2006. E a già si parla di un panificio, come nell’antico borgo, per fare il pane con il grano che si produce in zona e venderlo. Recupero della tradizione, delle tipicità del territorio, ma tenendo bene in vista il business dell’hotellerie del futuro: nella tenuta, tra ulivi e vigneti, è già delineata l’area in cui sorgerà anche un campo da golf, sport che sta conoscendo un grande boom.
Alain Ducasse, ha partecipato in prima persona e in ogni dettaglio alla definizione del progetto. «Ha una visione dell’ospitalità che va al di là della cucina, anche se la stessa cucina è tenuta in così alta considerazione da assoggettarle ogni scelta, dalla dislocazione abitativa, il decor e persino l’architettura del giardino», racconta Martino De Rosa.
Alla testa del suo gruppo, Groupe Alain Ducasse, lo chef francese ha creato un’industria a 360 gradi: alberghi, ristoranti, libri e editoria, formazione, vendita al dettaglio, con 650 dipendenti in tutto. E ora esporta il suo modello in Italia. «Ho incontrato Martino De Rosa e Vittorio Moretti a casa di amici comuni. Raccontavano di questa tenuta in Maremma, di come fosse già perfetta per realizzare qualcosa di raro a livello turistico e ho capito che avevamo molte idee in comune sia sull’aspetto imprenditoriale che turistico. Dopo aver visto il luogo, ricco di storia e suggestioni, ho detto subito di sì», racconta con entusiasmo.
E’ nata così questa jointventure italofrancese, che globalmente ha investito nel progetto 25 milioni di euro. Più il knowhow dei soci. Martino De Rosa, genero di Vittorio Moretti, con la sua Wiish, holding specializzata nel settore della produzione e dei servizi vitivinicoli e turisticorecettivi. Vittorio Moretti, imprenditore che «si è fatto da sé», come ama ripetere fiutando per tempo i business emergenti. Il gruppo Moretti, da quel di Erbusco, in provincia di Brescia, opera in diversi settori, dall’edilizia, agli alberghi alla ristorazione, fino alla nautica e al legno lamellare. E l’enologia, con i marchi Contadi Castaldi, in cima alle guide enologiche, e Bellavista, marchio di bollicine al top della Franciacorta. «Sono nel vino da trent’anni, non da oggi, che va di moda. Ho tre figlie femmine, ho pensato che il settore edile fosse troppo duro per loro e ho investito in vigneti», racconta Moretti. E ha visto giusto: il gruppo che ora fattura 90 milioni di euro, ha registrato a maggio un incremento del 19% proprio nel settore del vino e uno del 10% in quello alberghiero.
La Badiola dà lavoro oggi a 50 persone. L’obiettivo è di raddoppiare entro la fine dell’anno.

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