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La Repubblica / Affari & Finanza

Bere bio fa bene alla salute e al palato: alla scoperta dei vini naturali ... “Non esistono i vini naturali. Tutti i vini sono prodotti culturali, ossia, tecnicamente, prodotti ottenuti dall’uomo trasformando elementi naturali. La definizione di vino naturale, che sembra provocare tanto fastidio in alcune persone, è stata elaborata dai produttori proprio per provare a distinguersi, provare a far capire al consumatore che il proprio modo di lavorare è diverso da quello di chi per mettersi al riparo da rischi utilizza prodotti di sintesi nel vigneto e aiuta le varie fasi di vinificazione e affinamento con prodotti enologici”. Sarà perché è pianista e compositore nonché consulente artistico dell’Accademia Santa Cecilia di Roma, di sicuro Giovanni Bietti ha sviluppato una sensibilità diversa verso il vino, un approccio appassionato ma dal tocco lieve, un crescendo che lo ha portato a scoprire etichette indimenticabili e oggi, infine, la poesia dei vini naturali. Bietti, degustatore per “I vini d’Italia” de L’Espresso, adesso fa scoprire a noi il mistero e il fascino della natura, attraverso Vini naturali d’Italia, Edizioni Estemporanee: è in uscita il terzo di una serie di quattro volumi che ci conducono alla conoscenza dell’artigianalità, della salute del vigneto, di pratiche di cantina che combattono i “vini lego” fatti mettendo un po’ di tannino in polvere, additivi chimici e, soprattutto, tanta solforosa. Una guida, insomma, al bere sano, come scritto nel sottotitolo. Attraverso aneddoti e personaggi Bietti ci conduce in viaggio per l’Italia del Sud e le isole, portando alla luce realtà piccole ma esemplari. L’altro volto della viticoltura del nostro paese. La guida segnala anche ristoranti ed enoteche attente a questi vini, e contiene un aggiornamento rispetto alle etichette segnalate nei due precedenti volumi, con le quali Vini Naturali ha vinto il Gourmand cookbook award come “Best wine Guide in the world”: il segno che i vini naturali non sono sinonimo di artigianalità grezza, di prodotto scadente, ma molto più spesso sono prodotti apprezzati dai palati più raffinati. In Usa, secondo “What’s hot”, indagine condotta tra oltre 1800 chef della Federazione Culinaria Americana, i prodotti biologici sono stati definiti la tendenza di maggior successo del 2010 nel settore della ristorazione e il vino biologico è tra questi. Ma il trend più rilevante è che tanto gli addetti ai lavori quanto i consumatori hanno capito che bio non è solo più sano e sostenibile, bensì uno standard di prodotto sia in termini di qualità che di sapore. L’hanno capito anche i critici delle guide, che cominciano a guardare con interesse alle etichette bio, che nelle ultime guide hanno scalato le classifiche.

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