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La Repubblica / Affari&finanza

Il megastore del gusto ha centrato l’obiettivo ... In meno di due mesi ha già avuto oltre mezzo milione di visitatori e punta ad un fatturato di trenta milioni di euro... Servizi su tutti i tg, ampi reportage sui giornali di mezzo mondo. Eataly, il megastore del gusto nato a febbraio al Lingotto, è un vero fenomeno e non solo per i suoi numeri. In meno di due mesi ha già avuto oltre 500mila visitatori con punte di 20mila ingressi alla domenica. L’obiettivo dei 30 milioni di fatturato all’anno sembra già a portata di mano. Eataly è la vetrina delle eccellenze enogastronomiche italiane e internazionali.
Nato da un’idea di Oscar Farinetti, un imprenditore albese che negli anni Novanta si era inventato la catena “Unieuro”, Eataly rappresenta una vera scommessa: vendere prodotti di qualità a prezzi convenienti, che non vuol dire economici ma giusti e corretti. Giusti perché remunerano correttamente i produttori, corretti perché non giocano sulle mode del prodotto di nicchia. All’offerta di prodotti dalle carni ai cioccolatini, dalle verdure fresche al vino sfuso si è aggiunta la parte dedicata ai ristoranti. Sotto i padiglioni di Eataly, l’ex fabbrica di vermouth Carpano, sapientemente recuperata, ci sono punti di ristorazione tematici e bar che applicano la stessa filosofia, cioè prodotti freschi proposti nel modo più semplice possibile. A contorno anche gli spazi didattici con aule per degustazioni e corsi che stanno avendo un grande successo.
Poi ci sono i progetti per il futuro. A spingere sono soprattutto i soci di Farinetti, le tre centrali delle Coop che assieme controllano il 40% del capitale. Entro l’anno Eataly aprirà a New York nella prestigiosa location del Rockfeller Center. Sarà uno spazio di circa mille metri quadrati, metà dedicato alla vendita e metà alla ristorazione con particolare attenzione ai prodotti del Piemonte. Trattative sono in corso anche per aprire entro il 2008 un megastore a Genova in una zona centrale. Lo stesso avverrà a Milano, dove sono già stati fatti studi di fattibilità su tre spazi, possibilmente ex fabbriche che conservino una memoria collettiva.

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