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La Repubblica

Banchieri, affari e vini pregiati ... Cosa ci faceva il gotha dei banchieri italiani su un aereo privato della Rothschild in volo, nel weekend, da Milano alla Francia? Un supervertice parigino sugli assetti del credito continentale? Serrate trattative per una di quelle fusioni transfrontaliere che, fin qui, hanno trascurato le banche italiane? O, più semplicemente, un gran consesso internazionale sulla congiuntura, di recente assai poco generosa con i bilanci degli istituti di credito nazionali? Macché. L'appuntamento transalpino era più conviviale che concettuale, meno effervescente e un po' più alcolico. I banchieri che hanno avuto l'onore di salire la scaletta dell'executive messo a disposizione della banca d'affari (che sulla lista degli invitati mantiene un rigoroso riserbo) sono stati sbarcati a sudovest di Parigi, nel Bordeaux, nei pressi della tenuta dove Eric de Rothschild, presidente del Rothschild Group e gestore di una vera e propria multinazionale del vino, produce il leggendario Chateau Lafite. Uno dei più prestigiosi vini francesi, un marchio e un'azienda acquisiti nel 1868 dal barone James de Rothschild e da allora sempre rimasti alla famiglia. Una tenuta da cento ettari, 34.000 casse all'anno di vino di qualità eccelsa, che i top bankers italiani hanno degustato insieme ai colleghi di altri Paesi europei, fra una tartina e una lamentela sul progressivo calo dei tassi che sta erodendo i margini delle banche di mezzo mondo. Insomma, pubbliche relazioni più che affari. O forse, le due cose insieme.

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