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La Repubblica

Gli eremiti di lusso del Chiantishire "Qui la dolce vita è fatta di silenzi" . Tra ville e castelli un agosto che meno di massa non si può. Il paesaggio è incomparabile ma i prezzi sono stratosferici. Vino a cinque stelle e beauty farm: per molti, ma non per tutti. Le colline sono tutelate da vincoli rigidissimi: vietato persino lastricare piscine di turchese. E c´è chi affitta per scelta casali senza acqua né luce
Una terra colonizzata in gran parte dagli stranieri: peccato che quest´anno siano diminuiti sia gli americani che i tedeschi ... Via dalla pazza folla potrebbe essere proprio qui, nel cuore del Chianti, in questo dolce saliscendi di valli e di poggi, colline rigate di vigneti e punteggiate di ulivi, strade orlate di cipressi da spot del Mulino Bianco, fondali di pievi, casali, castelli. Non c´è un cavo o un traliccio o un´insegna pubblicitaria, nulla che sia di massa, nulla che sia volgare o fuori posto, si fatica anche a trovare un distributore di benzina, è come se le automobili andassero ad aria. Niente traffico, niente ingorghi, niente chiasso: è un idillio coltivato e pettinato con spasmodico garbo quello del Chianti, sobrietà & armonia nella campagna definita «la più bella del mondo», boutiques carissime e agriturismi falso-spartani che in realtà costano come un quattro stelle, ruderi panoramici in vendita a prezzi così alti che l´agenzia immobiliare preferisce non fornire dettagli, e sugli annunci in vetrina scrive: trattativa privata.
«Si fa vita tranquilla ma c´è una fauna molto variopinta in queste contrade. Di tutto e di più: ci sono i supermondani che migrano di villa in villa, molto social, e ci sono gli eremiti, che fanno vita monastica e vivono in casali a mezza montagna dove non c´è né acqua né luce, come alcuni miei affittuari», racconta il barone Francesco Ricasoli, pronipote di Bettino, che da dieci anni ha ripreso in mano l´azienda vinicola di famiglia, risanandola: 227 ettari di vigneti e 15 milioni di euro come fatturato annuo. Il barone manager deve correre all´aeroporto a dare il benvenuto a un ospite di riguardo, suo cugino di primo grado: Filippo Saxe-Cobourg, il futuro re del Belgio. Dalla sontuosa sala d´armi del suo maniero di famiglia, l´imponente castello di Brolio, si gode forse la vista più bella del Chianti: sullo sfondo tremola lontana nella calura Siena con le sue torri, sulla sinistra Montalcino e dietro, sfumato, l´Amiata. E poi, a perdita d´occhio, ettari ed ettari di vigneti del feudo Brolio; quel casale col tetto scoperchiato in via di restauro è l´Agresto, dove ha trascorso la sua vacanza bucolica pennellando acquerelli Carlo d´Inghilterra; quella villa più massiccia, con in cima il torrino mediceo, è il lussuoso casale dove Bertolucci ha girato "Io ballo da sola", film-manifesto della dolcevita formato Chiantishire. Si chiama Podernuovi e adesso è affittato ad una miliardaria australiana.
I toscani ci mettono il paesaggio, il resto lo fanno "i forestieri". Un paesaggio vincolatissimo dal Consorzio del Chianti Classico: proibito persino lastricare le piscine color turchese Caraibi, cheap e stonato, meglio il grigio, il beige, il verdino, e Legambiente si batte a tutela delle strade bianche contro le brutture di asfalto selvaggio. A insegnare tipiche (?) ricette toscane, nell´Osteria del Castello a Brolio che vanta un menu afrodisiaco, è un eclettico chef irlandese vissuto in Sudafrica, Seamus O´Kelly, che ha anche messo su una band musicale di nome Zucchini Flowers. I corsi, settimanali, sono tenuti in inglese. Black Tuscan crostini, risotto with vinsanto. And so on.
Sono in buona parte non italiani i clienti della beauty farm allestita nelle cantine del Palazzo Leopoldo, locanda deluxe a Radda dove la prima colazione è servita nella grande cucina del XVIII secolo. Una beauty farm sui generis in cui la Jacuzzi è una botte di rovere e l´idromassaggio si fa con il mosto. Si chiama vinoterapia: bagni, impacchi, lozioni, maschere, cataplasmi. «Usiamo estratto d´uva, bucce, foglie, vinaccioli, in autunno anche i grappoli interi per i massaggi a quattro mani. I polifenoli del Sangiovese, rigorosamente Chianti, sono formidabili anti-aging», spiega Gabriella Rosolen, da Iesolo, erborista-imprenditrice. Nella spa lavorano in 18 fra estetiste e massaggiatori; un ciclo di trattamenti, che dura quatto ore, costa 150 euro.
Peccato, si lamenta Rosolen, che quest´anno manchino gli americani. E anche i tedeschi sono meno del solito. In compenso si rivedono gli olandesi, i francesi, i belgi. E se Tony Blair tradisce la Toscana per il secondo anno consecutivo, la Germania è presente con due ministri importanti: quello degli interni Otto Schily, che è già nel suo casale vicino ad Asciano, e il ministro degli esteri Joschka Fischer, a Torre a Castello. Ma nessuno suona la grancassa per gli ospiti illustri. Sting, nel suo podere-reame di Figline Valdarno dove produce Chianti e olio doc, si è così fuso con il paesaggio che gli è stato chiesto di scrivere un inno nazionale della Toscana, il primo stato europeo ad abolire la pena di morte.
Tutto tranne il dolce far niente. Non c´è paese che non abbia la sua sagra e il suo mercatino acchiappaturisti. Il catalogo delle escursioni possibili è immenso. A cavallo, dato che vigneti e oliveti non sono recintati. In mountain bike, per chi non si scoraggia. A piedi, lungo centinaia di diversi itinerari di trekking. A Vignamaggio, ad ammirare la grande casa rossa in cui dormì la Gioconda e Kenneth Branagh ha girato il suo "Sogno di una notte di mezza estate". A Bagno a Ripoli, dove soggiornarono Aldous Huxley e Bruce Chatwin. A Lemole, sulle tracce di Oriana Fallaci. C´è qualche caso di microcriminalità fra tanta sorvegliata opulenza, ma la disoccupazione quasi non esiste.
Nel Chianti, vicino al Castello di Volpaia, si allevano, primo esperimento in Italia, le capre da cashmere. Ne sono appena nate un´ottantina. Si producono oltre a scialli e coperte anche prodotti di bellezza a base di latte di capra, con il marchio Chianti Cashmere Company. «Agli stranieri che si sono innamorati della nostra terra va riconosciuto un merito: ci hanno obbligato a guardare a queste campagne con altri occhi - afferma il marchese Lapo Mazzei, super produttore di vino e proprietario di un intero borgo, Fonterutoli, che sembra uscito dalla macchina del tempo - Era una terra, questa, in cui la povertà si tagliava col coltello. Una terra da cui la gente scappava. Oggi è cambiato tutto». La sua casa avita, completa di piscina verde-grigio, data dall´anno mille e usa ospitare gare di bellezza canina per soli spinoni. Non certo spinoni qualunque: unicamente quelli della specie grifoni Kortal. (arretrato de "La Repubblica" del 19 agosto 2003)

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