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La Repubblica

Il Made in Italy tutto da bere ... Siete tra quelli che se chiudono gli occhi faticano a distinguere un bianco da un rosso? Oppure avete allestito la vostra cantina come un piccolo santuario? Il trentanovesimo Vinitaly - in programma dal 7 all´11 aprile - fa comunque per voi. Perché non esiste fiera più trasversale, caotica, onnicompensiva, democraticamente divisa tra degustazioni pateticamente inutili e meravigliosamente imperdibili, tra affaristi trafficoni e produttori specchiati, tra piccole produzioni di alta qualità ed etichette da grandi numeri di mediocrità imbarazzante (a volte anche il contrario, ma è più difficile), capace di emozionare, annoiare, mettere in ansia, stupire i suoi frenetici, tantissimi visitatori.

È la tipologia stessa del Vinitaly, ad attrarre irresistibilmente addetti ai lavori e curiosi, semplici appassionati e gente che col vino ci campa da generazioni. Esistono le fiere-bomboniera come il Merano Wine Festival di novembre - i produttori che servono personalmente i vini, le cene di gala, il cotè gastronomico in primo piano - o appuntamenti iperprofessionali come il Vinexpò, in programma a Bordeaux la terza settimana di giugno - stand di studiata bellezza, degustazioni eleganti, la Francia enologica al gran completo - entrambi pieni di meriti e di fascino. Ma il Vinitaly ci appartiene perché è cresciuto con noi: da occasione per trangugiare tutto quanto arraffabile sui banchi - quanti biglietti regalati ai bar per riempire gli stand ... - a luogo di appuntamenti incrociati per ristoratori ed enotecari, vignaioli e agenti di vendita, dove le bottiglie diventano occasione e strumento per agguantare un pezzo di futuro economicamente più stabile.

Tutti un poco più confortati, quest´anno, dalle ultime analisi Istat, che annunciano una risalita nei consumi familiari (otto milioni di bottiglie in più), dato rimarcato dal primato del vino nell´export agroalimentare. Ma come affrontare la fiera senza strapazzare troppo il fegato o far esplodere i palloncini misura-alcol nel raggio di cinque miglia? Il decalogo del buon visitatore prevede che la giornata cominci con una colazione abbondante - gli esperti consigliano anche un paio di cucchiai d´olio per "foderare" le pareti dello stomaco. Nel caso, prima di entrare al Vinitaly, passare dagli stand del Sol - che ci si porti appresso una o più bottigliette d´acqua per stemperare la quantità d´alcol ingoiata, e che non si accettino tutti gli assaggi proposti.

Se invece gli affollamenti vi inquietano, lasciatevi la Fiera alle spalle e godetevi una passeggiata nel cuore di Verona: al palazzo della Gran Guardia, ogni giorno dalle 17 alle 22, troverete centinaia di vini di fascia alta in degustazione (10 euro per tre assaggi di vini, uno di olio, guida e bicchiere compresi). Oppure spostatevi in Piazza Zagata e godetevi il bel programma di Critical Wine-Terra e Libertà, la manifestazione di enologia etica, creata da Luigi Veronelli, alla cui memoria verrà dedicata l´edizione di quest´anno.
Scoprirete che la terra e il vino sono molto più inestricabilmente legati di quanto sembri bevendo certe bottiglie: tanto perfette e algide da somigliare più a un prodotto di catena di montaggio che a una creatura viva (come dovrebbe essere il vino).

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