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La Repubblica

Bonsai ... Vigna... L’ex procuratore nazionale antimafia Pierluigi Vigna è andato ieri al Vinitaly di Verona. Ora, un Vigna che parla di vigne (e di vino) dimostra un senso dell’ironia e soprattutto una dose di autoironia - che fanno onore a un magistrato così serio (ma nani serioso). Eppure sarebbe bastato il gesto di andare, per fare giustizia di tutti i doppi sensi (da osteria, stavo per dire) che il dottor Vigna avrà dovuto ascoltare chissà quante sulla sua uva, sul suo mosto o sul suo vino. Invece lui ha deciso di andare oltre, lanciandosi su due piedi nientemeno che nella coniazione di un nuovo proverbio: “In vino veritas et legalitas”. E chi, meglio di un giudice che si chiama Vigna, può giudicare della legalità del vino? Chi meglio dell’ex procuratore antimafia può garantirci che nella vernaccia di San Gimignano si può cogliere il colore della trasparenza, e nel Sassicaia, insieme al sentore di viola mammola già noto ai sommelier, anche il gusto della legalità democratica? Diciamo la verità: nessuno. Però si poteva scegliere un’altra formula, volendo sottolineare la trasparenza, la limpidezza, la cristallinità di questa bevanda così legalitaria. Per esempio: “In vino plexiglas”.

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