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La Repubblica

Dal Canada al Sudafrica, i nuovi percorsi ... In principio furono i francesi. L’idea vincente fu quella di creare percorsi tra una cantina e l’altra: segnaletica, ristorazione, ospitalità, vendita di prodotti locali. Una trovata quasi subito copiata dai paesi europei, a cui si sono poi aggiunti gli Usa, l’Australia, la Nuova Zelanda, il Cile, l’Argentina. Ora è il momento delle new entry. Il Canada, per esempio: noto per la bellezza della natura e le sue città multiculturali, meno conosciuto per le sue Strade del Vino. La più organizzata è quella dell’Ontario, nella Niagara Peninsula. Le cantine sono 80, alcune dotate di ristoranti con degustazioni a tema. Il paesaggio è incredibilmente europeo grazie al clima mite per la presenza dei laghi Ontario ed Erie. L’Ontario Wine Region produce Chardonnay, Sauvignon, Merlot, Pinot Noir, Shiraz, ed è leader nella produzione di Icewine, vino da dessert la cui uva viene lasciata gelare in inverno sulla vite. Altro Paese che vanta Strade del Vino e una lunga storia enologica è il Sudafrica: quest’anno festeggia i 350 anni di prodazione certificata. La Wine Route sudafricana più celebre e bella, è quella di Stellenbosch, città fondata dagli olandesi nel ’600, non lontano da Capetown. Le cantine sono oltre cento, alcune di grandi dimensioni, altre piccole e con produzioni di nicchia (una produce Sangiovese). I vini sono Chardonnay, Chenin Blanc, Sauvignon, Pinot Noir, Merlot, Cabernet e Pinotage (vitigno autoctono sudafricano).

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