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La Repubblica

Le mille bolle rosse ... Dal Lambrusco alla Barbera del Monferrato Vivace, le seconda giovinezza all’insegna della qualità di prodotti di antica tradizione, fino a pochi anni fa considerati di serie b... Conquistano per la vivacità. Un temperamento allegro che si manifesta con una leggera spuma nel bicchiere e un solletico al palato. Lontani dai vecchi clamori da osteria, i vini rossi frizzanti stanno vivendo una seconda giovinezza. Grande protagonista è il Lambrusco, fiore all’occhiello dell’Emilia, capace di apprezzamenti sempre più trasversali. È il caso del Lambrusco di Sorbara Dop. Ricavato dall’omonimo vitigno, varietà indigena e di antiche origini, è noto anche come il vino della viola per il suo caratteristico sentore floreale. Ha spuma vivace dalle note olfattive intense e dal sapore fresco e delicato. Ideale con tortellini e carni bollite. Altro importante vino rosso frizzante è il Bonarda Oltrepo Pavese Doc. Prodotto con uva Croatina, ha spuma intensa, profumi di frutti di bosco, liquirizia e sentori vegetali. In bocca è leggermente astringente ma piacevolmente equilibrato nel finale. È invece nel Monferrato che risiede la miglior tradizione Piemontese in fatto divini rossi frizzanti. L’unicità del Brachetto d’Acqui Docg consiste nella sua naturale dolcezza e grande aromaticità. Deve la sua rinascita ad Arturo Bersano che negli anni ‘50 mise a punto un Brachetto spumante elaborato in autoclave con metodo charmat. Molto apprezzato in patria e all’estero anche il Freisa d’Asti Doc Frizzante, il cui omonimo vitigno ha una storia che si dipana lungo un periodo di almeno 500 anni. I1 suo gusto asciutto, con leggero retrogusto amarognolo, fa sì che si presti bene ad accompagnare primi e secondi piatti. Lega infine la sua piacevolezza ai profumi fruttati, il Barbera del Monferrato Vivace Doc. Vino a tutto pasto, da consumare giovane e fresco di cantina, ottimo con la tradizionale bagna cauda.

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