02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018
IDEE DI TERRITORIO

La Romagna del vino punta sulle sottozone, con il marchio collettivo “Rocche di Romagna”

Progetto del Consorzio Vini di Romagna per raccontare in bottiglia i vini delle 16 sottozone del Sangiovese di Romagna Doc

Un marchio collettivo per raccontare un territorio attraverso le sue sottozone, ispirato e legatissimo ad una unicità ammirata in tutto il mondo, il Mausoleo di Gallia Placidia di Ravenna, tra i mosaici più ammirati al mondo. Ed è un mosaico di Sangiovese quello che il Consorzio Vini di Romagna, guidato da Ruenza Santandrea, vuole raccontare attraverso il marchio collettivo europeo “Rocche di Romagna”, che identifica in bottiglia i Romagna Sangiovese prodotti nelle 16 sottozone riconosciute, Serra, Brisighella, Marzeno, Modigliana, Oriolo, Castrocaro, Predappio, Meldola, Bertinoro, Cesena, Mercato Saraceno, Longiano, Imola, Coriano, San Clemente e Verucchio, attraverso il simbolo delle rocche, che sono uno degli elementi più identificativi del territorio romagnolo.
“L’obiettivo del marchio Rocche di Romagna è dare un impulso alla conoscenza dell’identità molteplice del Sangiovese nella nostra area e stimolare curiosità per le produzioni di Sottozona, che sono in assoluto quelle dall’impronta più fortemente territoriale - afferma Ruenza Santandrea, presidente Consorzio Vini di Romagna - vogliamo incentivare il consumatore così come i consociati alla ricerca di espressioni sempre più autentiche del Sangiovese, formidabile interprete dei suoli in cui cresce”.
Si parla di valorizzare una nicchia, il vertice qualitativo della produzione, visto che, se del Sangiovese di Romagna Doc nel 2021 sono state prodotte 10,9 milioni di bottiglie, la tipologia con sottozona si è fermata a 400.000 bottiglie. Ma l’idea è che questa selezione territoriale e qualitativa (con un disciplinare più stretto, con rese di massimo 9 tonnellate per ettaro ed il 95% minimo di Sangiovese), arrivi nel giro di qualche anno, a rappresentare qualche milione di bottiglie, valorizzando al tempo stesso tutto il Sangiovese di Romagna, ed il suo territorio diffuso. D’altronde, spiega il Consorzio Vini di Romagna, “le Rocche sono elementi di territorio altamente simbolici: si tratta di edificazioni molto diffuse in Romagna, dal valore storico e iconico, racconti di frammenti differenti del mosaico di particolarità che è la Romagna. E proprio il mosaico - nello specifico l’arte musiva del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, tra le più eccezionali testimonianze artistiche della prima metà del V secolo - è stato scelto come icona per rappresentare il marchio Rocche di Romagna: un’unione di tessere che creano una figura, così come le sottozone del Sangiovese restituiscono di questo vino un’immagine unica seppur fatta di molteplicità”.
“Il marchio darà visibilità ai Sangiovese di Romagna sui mercati internazionali - commenta Kerin O’Keefe, autrice, critica di vino e fondatrice di kerinokeefe.com - mandando un chiaro messaggio in merito all’importanza di riconoscere le varie espressioni del territorio e mettendo in luce la serietà dei produttori.” Il progetto Sottozone, infanti è nato con l’autorizzazione del disciplinare di produzione Doc “Romagna” del 2011, che istituì la nascita di 12 territori (le sottozone, appunto) rivendicabili in etichetta dei Sangiovese (anche nella versione riserva) prodotti in ottemperanza a regole più restrittive e rigide e che raggiungano parametri chimico-fisici e qualitativi più impegnativi, secondo il dettato del rispettivo allegato di sottozona. Sulla scia delle prime, hanno ottenuto quest’anno approvazione ministeriale ulteriori quattro sottozone - Imola, Coriano, San Clemente e Verucchio - che al pari delle altre vedono all’interno del manuale la declinazione del marchio con il nome specifico.
Un progetto a cui, ad oggi, hanno aderito diverse aziende, tra cui quelle in presentazione ieri a Predappio: da Berti Stefano a Bissoni, da Cab Terra di Brisighella a Ca’ di Sopra, da Celli a Colombina, da Condè a Condello Chiara, da Drei Donà ad Enoica, da Fattoria Nicolucci a Fattoria Zerbina, da Fiorentini Vini a Galassi Maria, da Giovanna Madonia a La Collina del Tesoro, da La Pandolfa a Mirabello, da Palazzona di Maggio a Podere Palazzo, da Poderi dal Nespoli a Poderi Morini, da Tenuta Casali a Tenuta De’ Stefenelli, da Tenuta Il Plino a Tenuta La Viola, da Tenuta Masselina a Tenuta Santa Lucia, da Tenuta Santini a Terra dei Gessi, a Villa Papiano.

Copyright © 2000/2022


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2022

Altri articoli