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LA STORIA DEL “BAR ITALIA”, UNO DEI PRIMI LOCALI ITALIANI A LONDRA, APERTO A SOHO 60 ANNI FA E DA DECENNI PUNTO D’INCONTRO DI ARTISTI E VIP, IN UN MUSICAL FIRMATO DA UNO DEI SUOI CLIENTI PIU’ FEDELI: DAVE STEWART DEGLI “EURYTHMICS”

La storia del Bar Italia, uno dei primi bar italiani a Londra aperto a Soho 60 anni fa e da decenni punto d’incontro di artisti e Vip, verrà trasformata in un musical da uno dei suoi clienti più fedeli, Dave Stewart degli Eurythmics: il musical racconterà la storia “romanzata” dei fondatori della caffetteria, Luigi e Caterina Polledri, arrivati da Piacenza nel 1920 e del loro figlio Nino, che sebbene destinato a ereditare il locale, si lascia coinvolgere dalla malavita del posto.

“E’ una storia di famiglia, di una famiglia italiana un po’ fuori luogo nel mezzo di Soho, dove ci sono locali di striptease e molto altro, e questa piccola famiglia cattolica che apre una caffetteria”, spiega Stewart, che da anni ama prendere il caffè nel locale e guardare il variegato miscuglio di gente che popola il giorno e la notte di questo quartiere al confine tra la musica, il teatro, il mondo gay e quello a luci rosse. Il musicista si è lasciato ispirare dalla colorata storia del bar, inaugurato da Bud Abbott e Lou Costello nel 1949, il primo locale a possedere un’autentica macchina da caffè Gaggia e a servire vero caffè italiano. Da una sorta di centro sociale per gli immigrati italiani del dopoguerra, il Bar Italia divenne presto il punto d’incontro sia delle star del tempo che del crimine.

“Mio padre mi portava qui negli anni Settanta e la via sembrava sempre una scena tratta da “Bronx” o “Quei bravi ragazzi” - ricorda Antonio, nipote di Luigi e Caterina - “i maltesi e gli italiani se ne stavano per strada, alcuni in canottiera. Tutti quelli che mi presentava mio padre avevano un soprannome, c’erano Bill il Russo, Lou il Francese, Joe il Maltese e il Corvo Joe”. La lista delle star che si sono appoggiate sui suoi arredi in formica bianca e rossa per bere un caffè o mangiare qualcosa è pressoché infinita. Rocky Marciano era stato conquistato dal risotto di Caterina e quando morì nel 1969 in un incidente aereo, la moglie Barbara fece recapitare alla caffetteria un poster gigante del pugile, ancora oggi appeso nel locale.

Francis Ford Coppola, dopo essersi portato via alcune tazzine personalizzate del bar, ha mandato loro una bottiglia del suo vino. Negli anni Sessanta, i “mod” si trovavano davanti al bar con le loro Vespe luccicanti e negli anni Ottanta il locale divenne il punto d’incontro della “Buffalo crew”: la musicista Neneh Cherry, il modello Nick Kamen, lo stilista Ray Petri e la Sade, che scattò le fotografie promozionali di “Smooth Operator” al suo interno. Ancora oggi David Bowie e Harvey Keitel si fanno vedere, e Kylie Minogue pare vada lì a prendere il caffè tutte le volte che si trova a Londra. “Questa caffetteria è molto piccola, ma ciò che succede al suo interno è grande quanto il mondo”, ha detto Stewart, che alle sue spalle ha già due musical.

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