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La Toscana conquista l’ex Presidente Usa Barack Obama. Sei giorni a due passi da Montalcino, calendario top secret, ma i rumors parlano di una cena a Firenze, privatissima, con Bottura ai fornelli e il refettorio Ambrosiano Oltreoceano “sul tavolo”

Non Solo Vino
Obama e Bottura: insieme a cena a Firenze?

Con l’arrivo degli inglesi, qualche decennio fa, il Chianti diventò “Chiantishire”, mentre la passione dei tedeschi ha fatto diventare la Toscana “Toskanafraktion”, e ora, dopo aver conquistato Carlo d’Inghilterra e Tony Blair, ammaliato i vari Joschka Fischer, Otto Schily, Martin Schulz e Edmund Rüdiger Stoiber, sfiorato David Cameron, Vladimir Putin ed Henry Kissinger, tra le colline della Toscana arriva l’ospite più illustre ed atteso, l’ex Presidente Usa Barack Obama, che da venerdì soggiornerà per 6 giorni a Borgo Finocchieto, a due passi da Montalcino, acquistato dall’ambasciatore John Phillips e diventato residenza di lusso. Impossibile conoscere l’itinerario e le tappe di Barack e Michelle, ma un incontro con l’ex premier Matteo Renzi è dato come altamente probabile, ed i rumors raccontano di una cena, in forma strettamente privata e con pochi invitati, a Firenze, con uno chef d’eccezione, Massimo Bottura.

Che dietro ci sia proprio la regia dell’ex premier? Può darsi, di certo, se confermata, sarebbe l’occasione giusta per parlare di un progetto che al miglior cuoco del Belpaese sta particolarmente a cuore: portare il refettorio Ambrosiano, format nato a Milano, nei giorni dell’Expo, per combattere gli sprechi alimentari in maniera solidale, negli Stati Uniti, a Detroit, New York, Los Angeles e New Orleans. Dopo l’sperienza milanese, che continua anche oggi con la gestione di Caritas ambrosiana, un Refettorio è stato inaugurato a Rio de Janeiro, durante le Olimpiadi, e uno aprirà a Londra, naturale allora che Bottura guardi agli Usa. “Barack Obama e Michelle sono interessati ad ascoltare il progetto - ha spiegato lo chef dell’Osteria Francescana - e li vedrò, ma non dirò quando perché sarà un incontro privato”. L’idea è quella di aprire a Detroit, la città rinata dopo la crisi, “anche grazie all’Italia e alla Fiat. Dove gli artisti hanno riportato la cultura nei quartieri più degradati e colpiti dalla crisi”.

Tappa successiva, New Orleans, “perché il jazz è la mia passione insieme alla cucina”, quindi nel Bronx a New York, e a Los Angeles, con la collaborazione dell’Università e degli studenti. Il modello “rimane quello di Milano - ha continuato Bottura - che Michelle ha già avuto modo di conoscere nella sua visita durante l’Expo”. Il Refettorio è un “progetto culturale” secondo Bottura, dedicato alla materia prima. “Se hai un pane appena sfornato lo porti in tavola - ha concluso - se è vecchio di un giorno lo si può tostare per fare delle bruschette, se è vecchio di tre giorni si possono fare i passatelli. È questa la cultura che vogliamo portare”. Ed è questa la missione di Bottura, “quella di raccontare la verità delle materie prime a chi ho di fronte. Il mio approccio non cambia se ho davanti il re di Spagna, una famiglia in difficoltà o un senzatetto”.

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