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LA UE VERIFICHI L’USO CORRETTO NEI MOTORI DI RICERCA DELLE INDICAZIONI GEOGRAFICHE. E’ NECESSARIA UN’INTESA PER MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLE INFORMAZIONI SUL WEB DELL’AGRO-ALIMENTARE: LO CHIEDONO QUALIVITA-AICIG

In questi anni l’Europa, tutti i Paesi membri e soprattutto le organizzazioni dei produttori, hanno fatto grandi sforzi per la tutela delle Indicazioni Geografiche e per un loro corretto utilizzo commerciale. Con l’avvento del web 2.0, secondo uno studio dell’Osservatorio Qualivita, i consumatori si orientano sempre più attraverso la rete ed i motori di ricerca sono diventati strumenti influenti, anche nel determinare le scelte di acquisto. Ma in internet nascono molte distorsioni informative che disorientano i consumatori, soprattutto per quei prodotti del made in Italy più conosciuti e che subiscono per questo il maggior numero di contraffazioni e sofisticazioni nel mercato. Fondazione Qualivita e Aicig (Associazione Italiana Consorzi Indicazione Geografiche) ribadiscono pertanto la necessità che la Ue analizzi attentamente l’utilizzo delle oltre 3.000 Indicazioni Geografiche europee iscritte nel registro, da parte dei maggiori motori di ricerca, affinché si possa garantire ai consumatori una corretta informazione e ai consorzi e alle imprese una tutela effettiva anche nello spazio telematico della denominazione.

“Essendo già in corso un’inchiesta dell’Antitrust dell’Unione Europea, responsabile è il commissario Joaquin Almunia - spiega Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo e presidente della Fondazione Qualivita - si rende necessario un approfondimento anche sul corretto utilizzo da parte dei motori di ricerca delle Indicazioni Geografiche iscritte nel registro europeo e tutelate dai regolamenti”.

“La concorrenza sleale che subisce il made in Italy alimentare sui mercati internazionali è già notevole - sottolinea Giuseppe Liberatore, presidente Aicig - per questo è giusto verificare che i motori di ricerca funzionino correttamente quando i consumatori cercano informazioni sui prodotti il cui nome geografico è sinonimo di qualità. Le imprese ed i consorzi di tutela investono molte risorse per difendere la reputazione dei prodotti in tutto il mondo. L’Italia è il Paese che subisce più danni dall’agropirateria. Basta ricercare attraverso Google le parole Parmigiano e Parmesan e i risultati parlano da soli”.

In questo senso, Fondazione Qualivita e Aicig si auspicano un’intesa che possa effettivamente migliorare il livello qualitativo delle informazioni relative al mondo delle produzioni agroalimentari tutelate sul web, come fra l’altro fanno i grandi brand mondiali.

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