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ATTUALITÀ

L’agricoltura ha perso 900 milioni tra 2022 e 2021. Confcooperative: “rilanciare assicurazioni”

Il presidente Carlo Piccinini lancia l’allarme. E sui cambiamenti climatici: “hanno favorito la diffusione di insetti alieni”
AGRICOLTURA, CAMBIAMENTI CLIMATICI, FEDAGRIPESCA CONFCOOPERATIVE, Non Solo Vino
I fenomeni atmosferici mutevoli preoccupano l’agricoltura

Non è una novità che il clima sia una delle preoccupazioni che sta più a cuore al mondo agricolo, perché i cambiamenti degli ultimi anni hanno messo a dura prova la resistenza degli agricoltori ed affossato i numeri produttivi. Numeri di colore “rosso”, quelli degli ultimi anni, ma i timori riguardano anche l’ecosistema che cambia e una biodiversità a rischio. Il presidente Fedagripesca Confcooperative, Carlo Piccinini, ha commentato i dati del Focus Censis Confcooperative dal quale emerge come sia il comparto agricolo il settore più colpito, con una perdita netta di 900 milioni di euro, tra il 2022 e il 2021, con una contrazione in valore dell’1,5%.
“La fotografia scattata dallo studio Censis-Confcooperative - ha detto Piccinini - conferma ancora una volta le gravi perdite subite dall’agricoltura italiana per via dei cambiamenti climatici e che mettono a dura prova la redditività del comparto. È opportuno ribadire ancora una volta quanto sia importante lo strumento delle assicurazioni nel comparto agricolo, che va opportunamente rilanciato dal momento che, proprio mentre gli eventi catastrofali continuano a minacciare le nostre colture, il sistema che doveva incentivare il ricorso alle assicurazioni è arrivato allo stremo senza supportare adeguatamente i produttori”. Riguardo, invece, i cambiamenti climatici, il presidente Fedagripesca Confcooperative, Piccinini ha aggiunto che “hanno, inoltre, favorito, negli ultimi anni, la diffusione nelle aree mediterranee di insetti cosiddetti alieni
.
L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha stimato un trend di 8 specie aliene ogni anno, in grado di provocare danni importanti alle coltivazioni europee. Migliaia di produttori, dall’Emilia-Romagna al Trentino, non sanno come difendere le piante perché non esistono al momento alternative valide. Proprio per fronteggiare tale problema, la federazione sta lavorando attivamente affinché il Ministero della Salute autorizzi il rinnovo delle deroghe all’utilizzo di sostanze il cui uso potrebbe presto venir vietato in tutta Europa”.

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