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PROSECCO, PATRIMONIO UNESCO

Le colline del Prosecco ad un passo dall’Unesco: l’Icomos è favorevole, in attesa del 7 luglio

Il Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti dà speranza del vino italiano più bevuto al mondo. Il sì decisivo è del World Heritage Committee
PATRIMONIO UNESCO, PROSECCO, Italia
Le colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene sempre più vicine a essere Patrimonio Unesco

La riunione decisiva del World Heritage Committee dell’Onu sarà il 7 luglio a Baku, in Azerbaijan, ma il Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, organo consultivo Unesco, sembra essere favorevole alla candidatura delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene a Patrimonio Unesco come Paesaggio Culturale. Sembrerebbe proprio, quindi, che a breve il vino italiano più bevuto nel mondo, le cui esportazioni nel 2019 hanno registrato un aumento record pari al +25%, con la previsione di arrivare al valore di un miliardo di euro a fine anno, secondo la Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al primo bimestre dell’anno, riuscirà ad entrare nel registro Unesco, dopo l’esito negativo della procedura dello scorso anno.
Il ribaltamento del “verdetto” dello scorso anno, sarebbe dovuto alla riscrittura del dossier, di 300 pagine, da parte di un team di sei esperti che in pochi mesi hanno svolto nuove indagini e prodotto molti materiali originali. “Il precedente dossier - spiega Mauro Agnoletti, coordinatore scientifico del dossier per la candidatura - non raccontava le belle Colline di Valdobbiadene, dove dal medioevo i terrazzamenti formati da ciglioni erbosi costituiscono la forma storica di cultura della vite: sono state quindi messe in secondo piano zone viticole senza grande qualità paesaggistica. Sono stati anche eliminati focus non efficaci su tecniche vitivinicole e sul vino inteso solo come prodotto - specifica Agnoletti - che replicavano le argomentazioni di altre candidature Unesco, tipo Champagne o Borgogna, su cui i francesi sono maestri; abbiamo puntato sul vero valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza dell’Italia, non solo del prosecco, cioè il paesaggio”.

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