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L’espresso

California drinking La famiglia Zonin valuta l’acquisto di proprietà nella Napa Valley, California. E ha già un’azienda in Virginia. Perché il mercato Usa diventa strategico: vale il 20 per cento di tutto l’export italiano … Chissà se all’elenco di aziende vinicole modello si aggiungerà già nel 2015 una proprietà in California. A casa Zonin se ne
parla da mesi. L’azienda è stata individuata,visitata e analizzata riguardo a prospettive, costi e ricavi da Domenico, Francesco e Michele Zonin, i tre fratelli (41,40 e 37
anni, rispettivamente) che guidano operativamente il gruppo vinicolo, con funzioni di amministratore delegato il primo e vice presidente gli altri due. Si tratta di un paio di centinaia di ettari nella Napa Valley, che potrebbero aggiungersi alle nove proprietà italiane (diffuse dal Piemonte alla Sicilia) e a quella americana di Barboursville nel nord della Virginia.
Ma il giorno in cui sarà presa la decisione
- compriamo, non compriamo - l’ultima parola sarà di Gianni Zonin, che del vino ha fatto la ragione della sua vita. Zonin padre è oggi il presidente della azienda, la sua parola fa pesare la bilancia da una parte o dall’altra su qualsiasi questione vitale dell’azienda. “Papà ha un occhio
speciale nell’immaginare come sarà un pezzo di terra tra 15 anni. Dunque ben venga il suo giudizio, perché significa la
certezza di non commettere errori” ,racconta Francesco Zonin, che oltre al ruolo di vice presidente ha assunto anche quello di
uomo immagine della società, avendo posato nelle foto della campagna pubblicitaria di lancio delle bollicine di famiglia.
Il passaggio del testimone da Gianni Zonin ai figli Domenico, Francesco e Michele è stato formalizzato nel 2014. Ma i primi passi sono stati compiuti tra il 1997 e il 1998, quando Domenico e Francesco Zonin hanno messo piede in azienda. “Abbiamo cominciato dai gradini più bassi”,
ricorda Francesco Zonin, “mio fratello
Domenìco occupandosi principalmente
delle cantine, io del marketing. Ma abbiamo fatto un po’ di tutto: svuotare e pulire
le vasche, imbottigliare il vino, affiancare i
venditori, girare per i ristoranti a far assaggiare il nostro prodotto. Come guida c’era nostro padre, al fianco gli ottimi manager dell’azienda”.
Nella prima fase del passaggio di testimone è rimasto fuori il più piccolo, Michele, sia per ragioni anagrafiche, sia perché aveva manifestato l’intenzione di seguire un percorso tutto suo, occupandosi di studi giuridici e poi di attività in uno studio legale: poi, a settembre dell’anno scorso, si è unito ai fratelli più grandi occupandosi di controllo digestione.

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