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VINO & DESIGN 

L’estetica del vino protagonista al “Vinitaly Desing Award” con il maestro Michelangelo Pistoletto

Oltre 280 i progetti in gara nel premio 2026 “al packaging che racconta identità, qualità e valore dei brand” (e con in giuria anche WineNews)
ARTE CONTEMPORANEA, DESIGN, ESTETICA, MICHELANGELO PISTOLETTO, PACKAGING, VERONAFIERE, VINITALY 2026, VINITALY DESIGN AWARD, Italia
Michelangelo Pistoletto, presidente della giuria del “Vinitaly Desing Award”

Il successo di un vino è senza dubbio legato alla sua qualità. Ma anche alla sua identità, e alla capacità di comunicarla e di farsi scegliere tra le tantissime possibilità che affollano gli scaffali di tutto il mondo. Partendo da etichette e bottiglie capaci, con il loro aspetto ed il loro concept, di attirare l’attenzione dei consumatori. Ad eleggere i migliori vini e le migliori cantine d’Italia sarà, ancora una volta, il “Vinitaly Desing Award” 2026, edizione n. 30 del premio di Veronafiere che valorizza il packaging come strumento strategico per raccontare identità, qualità e valore dei brand nel mondo wine & spirits. 284 i progetti in finale giudicati dalla giuria con presidente onorario uno dei nomi più importanti dell’arte contemporanea internazionale, Michelangelo Pistoletto, legato anche al mondo del vino e che interpreta il packaging come espressione culturale e responsabilità progettuale, oltre che elemento estetico e funzionale, e che eleggerà i vincitori che saranno premiati l’11 aprile al Teatro Ristori, a Verona, alla vigilia di Vinitaly 2026 (12-15 aprile).
Una giuria, quella del “Vinitaly Design Award” 2026, che è composta da 30 tra designer, direttori creativi, giornalisti, docenti e professionisti del settore enogastronomico, insieme a operatori della gdo, dell’horeca e della distribuzione online: da Antonella Andriani, vicepresidente Adi - Associazione per il Disegno Industriale, a Camilla Gatti, design director Cba, da Maricetta Gianfalla, creative director Alias, a Gianluca Invernizzi, design director Smith Lumen, da Nicola Mincione, partner Rba, a Simonetta Doni, fondatrice e ceo Doni e Associati, da Papi Frigerio, design director Robilant Associati, a Francesco Voltolina, designer e visual artist, da Juan Mantilla, creative director Kiko, a Stefano Torregrossa, direttore creativo O,Nice! Design Studio, da Dario Frattaruolo, direttore creativo Dario Frattaruolo Design, ad Andrea Basile, direttore creativo Basile Adv, da Michela Pibiri, editor in chief PrintLovers, a Leila Salimbeni, direttore “Spirito DiVino”, da Fabio Piccoli, direttore “WineMeridian”, a Giuseppe Roberto Biagetti, direttore Isia - Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, da Fulvio Ravagnani, direttore Scuola di Comunicazione Ied - Istituto Europeo di Design, a Giulia Corcos, sales director Tannico, da Alessandro Rossi, category manager wines Partesa, a Daniele Colombo, category manager W&S Esselunga, da Erika Mantovan della Marcom & Event Manager Sagna, a Margaux Gargano, senior brand Manager Velier, e della quale fa parte anche il direttore WineNews, Alessandro Regoli.
Un premio - coordinato dal comitato scientifico formato dal direttore Assoenologi Paolo Brogioni, dagli avvocati Mauro Cobelli e Marco Giuri e dai designer Luca Fois e Chiara Tomasi - che rappresenta “una piattaforma di visibilità - sottolinea il dg Veronafiere, Gianni Bruno - e da sempre un osservatorio privilegiato del rapporto tra creatività, industria e mercato. Il premio contribuisce a raccontare l’evoluzione del made in Italy attraverso il design del packaging definendone gli standard”.

Focus - Il vino e l’estetica, secondo Michelangelo Pistoletto
Come detto, a guidare la giuria, in questa edizione del “Vinitaly Design Award” 2026, sarà un presidente di grande prestigio, come il maestro Michelangelo Pistoletto, un “gigante” dell’arte contemporanea, con il suo linguaggio visionario che mette in relazione arte, società e sostenibilità. Con lo sguardo del grande esponente dell’Arte Povera sull’estetica del vino, chiamato a ribadire il ruolo del design come linguaggio culturale e come forma di responsabilità verso il futuro.
Le opere di Pistoletto, infatti, dai celebri “Quadri specchianti” agli “Oggetti in meno”, dalla “Venere degli Stracci” al “Terzo Paradiso”, da “Le Stanze” a “Rebirth” ed ai progetti di trasformazione sociale di Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, hanno ridefinito il ruolo dell’artista come attivatore di consapevolezza collettiva. Nella quale, come ha raccontato, un decennio fa, in un’intervista a WineNews, “arte e vino non sono cose necessarie per vivere, ma fanno bene allo spirito”.
Michelangelo Pistoletto - la cui carriera è costellata di premi prestigiosi, tra cui il “Leone d’Oro alla Carriera” della Biennale di Venezia e il “Praemium Imperiale per la pittura” di Tokyo - ha, infatti, anche un legame profondo con il vino: a partire da una delle più importanti e pionieristiche collezioni d’arte in cantina, quella del Castello di Ama per l’Arte Contemporanea in Chianti Classico (vero e proprio “distretto del vino e dell’arte” internazionale, come abbiamo raccontato in un video), alla scultura realizzata per il progetto “Vendemmia d’Artista” di Ornellaia della Tenuta dell’Ornellaia di Bolgheri (aggiudicata in un’asta benefica battuta da Sotheby’s per 80.000 sterline), a testimonianza di una sensibilità che riconosce il vino come una delle più antiche espressioni della civiltà umana - tanto da firmare l’etichetta anche del “Vino della Pace”, simbolo enoico dell’unità e della fratellanza tra i popoli di tutto il mondo, prodotto dal 1985 fino al 2012, da uve di oltre 600 vitigni diversi, nella “Vigna del Mondo” della Cantina di Cormòns nel Collio Friulano - e di un’arte che nasce dal lavoro e dalla terra e che, nella sua visione di “arte rigenerativa”, è chiamata oggi a essere rinnovata.
Pistoletto offrirà, dunque, nel “Vinitaly Design Award” 2026, una prospettiva inedita, capace di ampliare il valore culturale del packaging e di interpretarlo come forma di comunicazione, responsabilità e riflessione estetica.

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