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L’export agroalimentare italiano nel 2026 potrebbe toccare quota 70 miliardi di euro

La stima di Intesa Sanpaolo, nel “Food Summit” di Parma. Con la bilancia commerciale di settore che potrebbe tornare in attivo di 2,9 miliardi
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L’export agroalimentare italiano nel 2026 potrebbe toccare quota 70 miliardi di euro

Nel 2023, le esportazioni agroalimentari del Belpaese nel mondo hanno superato di poco i 64 miliardi di euro, a fronte di 65 miliardi di import, soprattutto in termini di materie prime come cereali e carni fresche, con un saldo negativo di 900 milioni di euro (dai Istat e Ismea). Ma nel 2026 la bilancia commerciale del settore potrebbe tornare in attivo di ben 2,9 miliardi di euro, se le esportazioni toccassero i 70 miliardi di euro, come prevedono le elaborazioni dei dati Istat da parte di Intesa Sanpaolo e Prometeia, illustrate ieri, a Parma, nel “Food Summit” 2024, che ha preceduto l’inaugurazione di Cibus (da oggi al 10 maggio a Fiera di Parma).
Secondo Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo “le prospettive per il 2024 per il settore agroalimentare sono positive, anche in termini di investimenti, trainati dalle sfide digitali e ambientali e dalla domanda estera. Nel digitale, l’agroalimentare italiano presenta una buona diffusione di tecnologie, in particolare nel cloud computing (57% vs 37% della media Ue a 27). Anche sul fronte della transizione ambientale, l’Italia è ben posizionata, con emissioni di gas serra inferiori alla media europea e una elevata propensione a un utilizzo più efficiente delle risorse. Sui mercati esteri, infine, possiamo vantare un ottimo posizionamento soprattutto nel “top di gamma”, che sostiene la crescita delle esportazioni agroalimentari italiane (+5,8% nel 2023 a prezzi correnti): nel 2026 le esportazioni agroalimentari italiane potranno sfiorare i 70 miliardi di euro”.

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