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Libero Mercato

Vino taroccato, prima querela per l’Espresso ... La Vmc fa causa al settimanale: 2 milioni di danni al mese. E i produttori di Brunello corrono ai ripari... Attacco al made in Italy... Velenitaly finisce (come prevedibile) in tribunale. E con tanto di richiesta danni da almeno 2 milioni cli euro al mese. E siamo solo all’inizio. L’inchiesta del settimanale l’Espresso - che sventolava in copertina la commercializzazione di vini pericolosi perla salute accostando lo zuccheraggio di vino per la grande consumazione con presunti problemi amministrativi al Consorzio del Brunello di Montalcino - adesso finisce con una bella querela. Giusto ieri il legale dell’azienda Vmc di Massafra (Taranto) - ampiamente citata negli articoli del periodico per aver immesso sul mercato nazionale ed europeo prodotti vinosi adulterati e pertanto dannosi per la salute umana - l’avvocato Fabio Lucchesi, ha annunciato di aver proceduto su mandato dell’azienda alla presentazione di una querela contro il settimanale romano. “Gli articoli incriminati, prendendo a rifenmento i provvedimenti adottati da varie Procure, riportano - spiega una nota del legale dell’azienda vitivinicola - in maniera incompleta stralci di tali documenti e mirano a screditare l’attività della ditta descritta sotto una luce particolarmente sinistra agli occhi dei consumatori”.

E il famoso veleno? “Di veleno”, assicura Lucchesi, “non ce n’era affatto nei prodotti e non c’era neanche la detenzione negli stabilimenti. Abbiamo richiesto pertanto un procedimento di revisione delle analisi che dovrà escludere anche ogni violazione di carattere amministrativo della normativa comunitaria”. E il famoso veleno? “La produzione della Vmc”, assicura il legale, “è rispondente ai requisiti di legge”, e per avere maggiori certezze “sono in corso analisi che ci daranno risposte. Comunque la nostra posizione è che produciamo vino rispondente a parametri di legge”.
Insomma, alla Vmc di Taranto non ci stanno a passare per criminali: la nostra società “è stata definita come un’associazione mafiosa di industriali meridionali. I titolari non sono prestanome, tanto meno della Sacra corona unita”.

Resta aperta, dopo la querela, la strada per la richiesta di danni, la Vmc ha già stimato una perdita di fatturato di 2 milioni di euro mensili, e quindi, spiega meglio l’avvocato, verrà portata avanti un’azione risarcitoria sia per il danno economico che per il danno d’immagine.
“E’ evidente”, sostiene il legale della Vmc, “che si tratta di una pesante campagna mediatica avviata dal settimanale romano e che ha trascinato dietro di sé i mass media nazionali e internazionali con un grave danno di immagine, oltre che economico, per la ditta in questione. L’azione giudiziaria intende inoltre difendere da attacchi ingiustificati anche l’immagine del vino made in Italy e ci si augura che a questa iniziativa giudiziaria possano seguirne altre anche da parte di associazioni di categoria e di soggetti portatori di interessi diffusi in una sorta di “class action” promossa da imprese ed organizzazioni del settore interessate a tutelare l’immagine del prodotto su tutti i mercati, posta la pericolosa correlazione dì simili campagne mediatiche con negative ripercussioni sul buon andamento del mercato nazionale ed internazionale dello specifico settore enologico ed una ricaduta in senso più ampio sulle diverse attività agroindustriali.

A Montalcino, intanto, si corre ai ripari per limitare i danni planetari causati dalla risonanza dello scoop sbattuto in copertina da l’Espresso. La contessa Noemi Marone Cinzano, proprietaria dell’azienda Argiano e moglie del presidente del Consorzio, ha inviato a James Suckling (super inviato in Italia dell’influente eno-rivista americana Wine Spectator) e ai propri clienti una lettera per spiegare le ragioni che l’hanno portata a declassare, per la prima volta dal lontano 1580, l’annata 2003 del suo Brunello di Montalcino. Uno schiaffo per il principe dei vini toscani e per una delle migliori cantine del senese.

Fatturato dell’industria vinicola: 10,7 miliardi di euro

Percentuale sul totale alimentare: 9,7%

Superticie vitata: 764,291 ettari (11,1% della superficie mondiale, 3a dopo Spagna e Francia)
Volume produzione complessiva 2007: 43.866.592 ettolitri (1 7,6% della produzione mondiale, seconda dopo la Francia)

Valore dell’export del vino: 3,17 miliardi di euro

Volume produzione per vini DOC e DOCG: 13.183.691 ettolitri

Vini pregiati: 35 DOCG; 322 DOC; 123 IGT

Consumo di vino 2005: 27,6 m/hl (trend in calo)

Consumo di vino pro-capite: 46,2 litri (trend in calo)

Numero di imprese del settore vinicolo: 178.791 (-11,4%)

Valore produzione agricola a prezzi di base: 3,2 miliardi di euro

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