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CULTURA ENOICA

L’Italia del vino a confronto con le istituzioni, la Basilicata con i grandi vini del mondo

A Matera, dal 31 ottobre al 3 novembre, il Congresso degli Enologi italiani, “Il vino è cultura”, con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
ASSOENOLOGI, BASILICATA, CONTE, COTARELLA, vino, Italia
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con quello di Assoenologi Riccardo Cotarella

Il vino della Basilicata, Regione dall’antichissima storia vinicola (uno dei territori del vino della Magna Grecia, ndr), che guarda al futuro, a confronto con i grandi territori d’Italia, come le Langhe, e del mondo, come la Borgogna e la Champagne, ma anche Portogallo, Russia e Giappone, e poi il vino d’Italia a confronto con le istituzioni, dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, tra gli altri: sono gli atout del Congresso degli Enologi italiani, guidati da Riccardo Cotarella, di scena a Matera, dal 31 al 3 novembre, che seguirà il fil rouge de “Il vino è cultura”. E non poteva essere altrimenti, da quella Matera capitale della Cultura Europea 2019, e di una Regione che, con 2.000 ettari di vigna, ed una produzione di 86.000 ettolitri di vino, che ruota intorno al Vulture, ma non solo (una la Docg, l’Aglianico del Vulture Superiore, 4 le Doc, Aglianico del Vulture, Grottino di Roccanova, Matera e Terre dell’Alta Val d’Agri, e l’Igt Basilicata) deve, ma soprattutto vuole, puntare sull’altissima qualità dei propri vini, e sull’espressione più identitaria dei suoi vitigni, Aglianico in testa, e dei suoi territori. E per farlo, nel Congresso Assoenologi, e orchestrato con l’Enoteca Regionale Lucana, condotta da Paolo Montrone, niente di meglio che confrontarsi con chi è giù punto di riferimento enoico nel mondo, o chi sta percorrendo anche nuove strade.
I lavori si apriranno giovedì 31 ottobre, ma entreranno nel vivo il 1 novembre, con il primo viaggio nel calice dedicato ai “santuari” della viticoltura e dell’enologia mondiale: Champagne, Borgogna e Langhe. A parlare del re delle bollicine sarà Alberto Lupetti, uno dei più grandi esperti e conoscitori di Champagne in Europa, che spiegherà le caratteristiche climatiche e produttive di questa regione, introducendo tre prodotti scelti tra quelli più rappresentativi: Perrier-Jouët Blason Rosé, Vilmart Grand Cellier d’Or 2014, Comtes de Champagne Blanc de Blancs 2007 di Taittinger.
A sviscerare le Langhe, invece, sarà un profondo conoscitore del territorio piemontese, Gianni Fabrizio, uno dei curatori della guida dei vini del Gambero Rosso, con nel calice vini come il Roero Docg Srü 2015 della Cantina Monchiero Carbone, Barbaresco Docg Bernadot 2015 di Ceretto e Barolo Docg “Le Vigne” 2013 di Luciano Sandrone.
Poi toccherà alla Borgogna, che sarà raccontata da Armando Castagno, esperto del territorio francese al punto da essere nominato anche “Chevalier du Tastevin nello Château du Clos de Vougeot”, che farà luce su una delle regioni vinicole più prestigiose del mondo, con, nel calice, vini come il Saint-Romain Aoc Rouge 2017 di Alain Gras, Vosne-Romanée 1er cru Aoc Les Beaux Monts 2016 di Bruno Clavelier e Meursault 1er cru Aoc Perriéres 2016 di Ballot Millot.
Nel pomeriggio, invece, sotto ai riflettori, ci sarà il territorio “di casa”, nella tavola rotonda dedicata a “La Lucania e i suoi vini”, moderata dal giornalista Luciano Pignataro, con i contributi, tra gli altri, di Gerardo Giuratrabocchetti, guida del Consorzio Qui Vulture, Francesco Perrillo, presidente del Consorzio Aglianico del Vulture, Vito Cifarelli, a capo del Consorzio Vini Matera Dop e Giuseppe Avigliano, presidente Eccellenze Lucane - Terre del Cibo.Sabato 2 novembre, invece, si va alla scoperta delle “nuove frontiere” del vino, tre regioni particolari del panorama enologico mondiale, che presentano caratteristiche uniche per terroir e tecniche di produzione. Partendo dal Giappone, con Nobuo Oda, presidente di Camel Group (7.000 dipendenti e 400 negozi di vino nel Paese), accompagnato dal direttore generale della Cantina Camel Farm, Masayuki Kinoshita, che introdurranno la regione di Hokkaido, dove l’inverno si trascorre a meno 30 gradi con due metri di neve, e dove è cominciata una nuova era per il vino giapponese, con il Nord Nipponico che, dopo la Gran Bretagna, spiegano gli Enologi, è diventata l’ultima frontiera dello spumante, una rincorsa orientale allo Champagne. Nel calice il Camel Brut Méthode Traditionnelle 2014¸il Kerner Private Reserve 2018 ed il Regent 2016.
Dal freddo del Giappone a quello della Russia, da cui proviene Maxim Troychuk, figlio di Valery Troychuk, proprietario della Cantina Vedernikov, a 160 km dalla città di Rostov, sul Don, in una delle zone più fredde della produzione vinicola del mondo, dove si applicano delle tecniche produttive molto particolari come quella di sotterrare i tralci delle viti prima dell’inverno per difenderli dalle gelate e poi dissotterrarli in primavera, che sarà raccontata nel bicchiere con l’assaggio del Cabernet Sauvignon 2014 e del Fantom - Krasnostop Zolotovskiy Cabernet Sauvignon 2014.
Infine, si vola in Portogallo, con Pedro Ribero, enologo direttore della Herdade do Rocim e consulente per diversi produttori di vino in Alentejo e in altre regioni, che parlerà del vino in anfora e del suo progetto personale “Bojador” Vinho de Talha (anfora), al top delle classifiche dei migliori vini portoghesi, con l’assaggio dello Herdade do Rocim Amphora Bianco 2018 e dello Herdade do Rocim Amphora Rosso 2018.
Il clou, però, sarà, a fine serata, quando da Matera il Congresso si sposterà a Venosa, con il talk show condotto dal n. 1 degli “anchorman” italiani e produttore di vino Bruno Vespa, in usa sorta di “Porta a Porta” enoico che vedrà confrontarsi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, il direttore Ismea Raffaele Borriello, il presidente Federdoc Riccardo Ricci Curbastro e quello del Comitato Nazionale Vini Michele Zanardo. Mentre la chiusura sarà in uno dei luoghi simbolo della Basilicata, il Castello di Venosa, con la cena di gala con le eccellenze del territorio firmata dall’Enoteca Regionale Lucana.
Un’occasione, il Congresso Assoenologi, a Matera, anche per fare luce sulla produzione della Basilicata, Regione in cui la viticoltura è presente fin dal 1.300 avanti Cristo, raccontata nelle testimonianze degli storici Romani, Plinio e Stradone.

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