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Mf / Milano Finanza

Zonin, per rinnovare i vigneti servono 25 miliardi di euro. Intanto Wish Group e Giv puntano a sbarcare sul listino ... “Ci sono 500 mila ettari di vigneti in Italia da rinnovare e servono circa 25 miliardi di uro”. Gianni Zonin (presidente della casa vinicola Zonin e primo produttore in Italia) lancia un appello al Governo e alla Borsa Italiana. Lo ha fatto nel corso di una tavola rotonda moderata da Claudio Ciastellardi (ad di Emprimer) a cui hanno partecipato Vittorio Frescobaldi (presidente Marchesi de’ Frescobaldi), Ezio Rivella (presidente Unione Italiana Vini), Lorenzo Stanca (Ubm), Piero Mastroberardino). Zonin ha chiesto in primo luogo al governo agevolazioni fiscali per allargare la proprietà privata e per l’accorpamento fondiario. Un vantaggio per ora riservato solo ai coltivatori diretti. Il presidente della casa vinicola e numero uno della Popolare di Vicenza ha tracciato, inoltre, uno scenario per i prossimi anni che prevede fusioni tra aziende di piccole e medie aziende e ha sollecitato anche l’apertura al capitale a fondi e private equità. La tavola rotonda ha anche affrontato il tema ”l’esperienza con i prodotti finanziari. Il bilancio passato e le prospettive future”. Se da una parte l’interesse degli appassionati del vino continua a lievitare (tanto è che il numero di investitori specializzati raggiunge quota 100.000), dall’altra non sempre c’è l’esigenza da parte dei produttori di vino di coprirsi con un future che riduca il rischio di produzione. Tra gli esempi di successo di strumenti finanziari legati a questo settore, è stato ricordato quello di Castello Banfi di Montalcino, la prima azienda italiana a lanciare i future sul vino Rivella ora all’Unione Italiana Vini ed ex ad di Castello Banfi ha ricordato le difficoltà iniziali a collocare tale strumenti. “Nel ’96 ci vollero diversi mesi ma un anno dopo bastarono pochi giorni per collocare a investitori 80 mila bottiglie con un rendimento del 12% e con il vantaggio che l’azienda ha incassato mezzi freschi con quattro anni di anticipo”.
La parola è passata poi a chi ha deciso di affrontare la sfida della borsa e chi lo vuole fare nel giro di qualche anno. Marco Perelli-Cippo, ceo del gruppo Campari ( di cui il vino rappresenta il 20 % del fatturato), nella tavola rotonda sul settore vitivinicolo e l’apertura al capitale moderata da paolo Panerai (direttore ed editore di Milano Finanza), ha spiegato che proprio la passione per il vino lo ha spinto “ad acquisire Sella & Mosca e a continuare a guardarsi intorno dal momento che questo settore offre buone occasioni d’investimento”. Martino De Rosa, presidente della neonata Wish group, con l’obiettivo di acquistare terreni e piccole aziende nei territori più prestigiosi del mondo ha annunciato che piazza Affari è una tappa importante per il medio periodo Anche Rolando Chiossi (presidente di Giv, il più grande gruppo di cooperative di vino) ha in atto una trasformazione del gruppo in società per azioni per “avviarsi in borsa nel giro di tre/cinque anni e stringere joint venture con produttori”. Marco Cordero di Montezemolo ha ricordato, infine, che il settore vino non è un comparto facile per effettivi investimenti”, affermando che la logica che sta dietro al fondo Chirac della famiglia Montezemolo è quella di entrare a affiancare un imprenditore e condividerne un progetto”.

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