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“Miele di qualità certificata” italiano, c’è il disciplinare: attesa per l’ok dell’Europa

Il testo è stato inviato dal Ministero dell’Agricoltura, soddisfatta l’Unaapi: “primo strumento nazionale per riconoscere e comunicare la qualità”
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“Miele di qualità certificata”, l’Italia attende l’ok dall’Europa

“Offrire uno strumento in grado di evidenziare il valore aggiunto di produzioni che già oggi si distinguono per attenzione alla qualità, al territorio e alle corrette pratiche apistiche” per un “un prodotto dalle caratteristiche distintive in funzione dell’areale produttivo, dei processi di lavorazione e delle caratteristiche finali”. Parla di “un risultato particolarmente significativo per il settore apistico nazionale”, l’Unaapi, l’Unione nazionale associazione apicoltori italiani, nel commentare la bozza del Decreto ministeriale che introduce le “Specifiche per la produzione di Miele di Qualità Certificata” nel Sistema di qualità nazionale zootecnia (Sqnz), notificato alla Commissione Europea dal Ministero dell’Agricoltura e di cui è stata attore fondamentale nell’elaborazione del disciplinare ed alla definizione dei requisiti necessari “per riconoscere e valorizzare le produzioni di miele che presentano standard qualitativi superiori rispetto alle norme commerciali correnti”.
Il disciplinare, viene spiegato, “definisce un sistema di certificazione volontario, con controlli affidati a organismi indipendenti di terza parte, che punta a valorizzare un miele ottenuto secondo criteri di produzione e di conservazione che garantiscono una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, alla tracciabilità e alla qualità oggettiva del prodotto”. Tra le principali prescrizioni previste ci sono aspetti come il tenore di acqua che non può superare il 17%; l’estrazione che può avvenire esclusivamente mediante centrifugazione; trattamenti termici superiori a 40°C vietati e pastorizzazione o sterilizzazione che non sono consentite. Inoltre “un altro elemento centrale per accedere alla certificazione è il rispetto di procedure documentate lungo tutta la filiera, dall’allevamento delle api fino alla commercializzazione del prodotto. Per il consumatore questo significa poter acquistare un miele con garanzie aggiuntive sull’origine, sulle modalità produttive e sul mantenimento delle caratteristiche naturali del prodotto”.
Per Unaapi “si tratta, in sostanza, del primo vero strumento nazionale pensato per riconoscere e comunicare in modo oggettivo quelle caratteristiche qualitative che molti apicoltori italiani già perseguono quotidianamente attraverso buone pratiche di allevamento, lavorazione e conservazione del miele”.
Ora la parola spetta all’Europa. “La bozza di Decreto - conclude Unaapi - è stata notificata alla Commissione Europea ed è attualmente sottoposta al periodo di standstill, che terminerà il 14 ottobre 2026. Si tratta della fase prevista dalle procedure europee nella quale la Commissione e gli altri Stati membri possono esaminare il testo e formulare eventuali osservazioni prima della sua adozione definitiva. In assenza di osservazioni ostative, il percorso potrà quindi avviarsi verso l’approvazione definitiva”.

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