Di fronte all’impennata dei costi dei fertilizzanti provocata dalle tensioni geopolitiche, dalla crisi in Medio Oriente e dalle difficoltà nelle catene di approvvigionamento, l’Unione Europea corre ai ripari con un pacchetto di misure straordinarie destinato a sostenere il settore agricolo ed a rafforzare la sicurezza alimentare del continente. La Commissione Europea ha adottato una serie di interventi mirati nell’ambito della Politica agricola comune (Pac), con l’obiettivo di garantire agli agricoltori un accesso più rapido alle risorse necessarie per affrontare l’aumento delle spese produttive. Il piano prevede innanzitutto l’introduzione di un nuovo regime di liquidità per le situazioni di crisi nell’ambito dello sviluppo rurale, cofinanziabile fino al 65% dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), utilizzando anche fondi inutilizzati che rischierebbero altrimenti di andare perduti. Gli Stati membri potranno inoltre integrare tali risorse con finanziamenti nazionali fino al 200%, mentre il sostegno potrà essere erogato attraverso importi fissi per ettaro per accelerarne l’attuazione e ridurre gli adempimenti burocratici.
A questa misura si aggiunge la possibilità, fino al 16 ottobre, di versare anticipatamente i pagamenti diretti agli agricoltori con una percentuale più elevata rispetto al passato, così da migliorare il flusso di cassa delle aziende agricole in una fase particolarmente delicata. Bruxelles concede inoltre maggiore flessibilità agli Stati membri nella gestione delle risorse destinate ai pagamenti diretti per il 2027, consentendo adeguamenti utili ad attenuare gli effetti dell’aumento dei prezzi dei concimi.
Secondo il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il via libera della Commissione rappresenta un ulteriore passo dell’Europa a sostegno degli agricoltori e costituisce anche il risultato dell’azione portata avanti dall’Italia a Bruxelles negli ultimi mesi. Il ministro ha ricordato come “il via libera annunciato oggi dalla Commissione Ue sui fertilizzanti è un altro passo dell’Europa a sostegno degli agricoltori, e arriva grazie al lavoro che l’Italia sta portando avanti da mesi a Bruxelles. Da gennaio, quando la crisi ancora non era esplosa, abbiamo portato al tavolo di Bruxelles il tema del caro fertilizzanti. Lo abbiamo ripetuto in ogni Agrifish, senza accettare risposte tardive o insufficienti. Oggi arriva la conferma di quanto chiedevamo: il potenziamento e impiego della riserva di crisi della Pac e, soprattutto, la possibilità di anticipo dei pagamenti diretti prima del 16 ottobre, misura di grande impatto per gli agricoltori. Sui pagamenti diretti ci siamo già attivati con prontezza erogando 1,67 miliardi di euro di anticipi Pac nelle tasche degli agricoltori, come riportato, nei giorni scorsi, da WineNews ; sull’impiego della riserva di crisi faremo ricorso alla massima leva possibile a partire dai 46 milioni previsti per quota parte italiana. Continueremo su questa linea. Produzione, protezione, promozione: sono i tre cardini della strategia che l’Italia porta avanti in Europa per l’agroalimentare. Difendere il reddito degli agricoltori significa difendere la sicurezza alimentare dei cittadini”, dichiara Lollobrigida.
Le nuove disposizioni si inseriscono nel più ampio quadro di interventi varato dall’Unione Europea a sostegno del settore agricolo e integrano il pacchetto di sostegno finanziario eccezionale da 540 milioni di euro adottato il 27 luglio nell’ambito del Piano d’azione sui fertilizzanti, con l’obiettivo di mitigare l’impatto dei rincari e rafforzare la resilienza delle aziende agricole, contribuendo al tempo stesso alla sicurezza alimentare, all’autonomia strategica e alla competitività dell’Ue.
Positivo il giudizio espresso da Confagricoltura, una delle principali organizzazioni di rappresentanza degli imprenditori agricoli italiani, che ha accolto favorevolmente il regolamento europeo, sottolineando come gli aumenti dei costi di produzione siano strettamente collegati alle conseguenze della crisi in Medio Oriente. Per l’Italia il provvedimento mette a disposizione 45,6 milioni di euro che, grazie alla possibilità di cofinanziamento nazionale fino al 200%, potrebbero raggiungere quasi 137 milioni di euro. Una dotazione considerata particolarmente significativa in una fase che vede il settore primario sotto forte pressione. L’organizzazione evidenzia inoltre che gli aiuti saranno concessi sulla base di criteri oggettivi legati alle perdite economiche effettivamente subite dagli agricoltori e potranno essere cumulati con altre forme di sostegno finanziate dal primo pilastro della Pac o dai programmi di sviluppo rurale, come auspicato dalla stessa organizzazione agricola.
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