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OLIO, SETTORE IN DIFFICOLTÀ

Nasce “Italia Olivicola”, che mette insieme 250.000 produttori, la metà degli olivicoltori italiani

Previsioni drammatiche per la campagna 2018-2019: perso il 50% della produzione nel Belpaese, a poco più di 215.000 tonnellate di olio
ITALIA OLIVICOLA, MADE IN ITALY, OLIO, Non Solo Vino
Nasce “Italia Olivicola”, unisce 250.000 produttori, la metà degli olivicoltori italiani

Nasce in una delle annate peggior di sempre per l’olio italiano il colosso “Italia Olivicola”, prima organizzazione dell’olivicoltura italiana, risultato della fusione tra il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (Cno) e l’Unione Nazionale dei Produttori Olivicoli (Unasco), che mette insieme 250.000 produttori, la metà degli olivicoltori italiani da 15 Regioni del Belpaese, presentata oggi a Roma, con quattro obiettivi dichiarati: concentrare l’offerta, migliorare il reddito dei produttori, costruire una filiera olivicola moderna e coesa, difendere il Made in Italy contro le frodi e le contraffazioni. E le cui previsioni di produzione per l’annata 2018-2019, sono peggiori di quelle già poco incoraggianti di Ismea, che parlavano di un calo del 38% sulla scorsa campagna. Tra cattive condizioni meteo, emergenze fitosanitari e attacchi di parassiti, Italia Olivicola prevede una produzione appena superiore alle 215.000 tonnellate di olio in Italia, il 50% in meno rispetto alle 430.000 tonnellate della scorsa campagna.
“A incidere sulla campagna olivicola, certamente, le condizioni meteorologiche altalenanti con gelate, grandinate, bombe d''acqua e venti intensi che hanno prodotto danni considerevoli alle piante, tali da indurre alcune autorità locali a richiedere lo stato di calamità naturale nelle zone più colpite. Tra le cause del dimezzamento della produzione non bisogna dimenticare emergenze fitosanitarie quali la xylella o gli attacchi di agenti parassitari, come la tignola o la mosca, agevolati da un’estate lunga, calda e umida”.
Nel crollo della produzione pesano soprattutto le difficoltà riscontrate nelle due Regioni olivicole più importanti d''Italia, Puglia e Calabria. In Puglia (-56% rispetto allo scorso anno) le zone più colpite dalle gelate sono state le provincie di Bari e Bat, soprattutto nell''entroterra che registra perdite anche superiori al 70%, mentre lungo la fascia costiera la produzione ha tenuto discretamente bene. La Calabria (-70%) ha sofferto particolarmente gli attacchi degli agenti patogeni e l’estate ballerina, così come la Basilicata (-85%) che vedrà la propria produzione ridursi a poco più di 1,000 tonnellate. Sfiora il 40% di riduzione anche la Campania, mentre è negativa anche l’annata olearia nelle isole con la Sicilia in calo del 47% e la Sardegna che registra un -63% rispetto allo scorso anno. Altalenante, invece, l’andamento nelle Regioni centrali: se la Toscana, infatti, in controtendenza rispetto al Sud, segna un +15% rispetto alla precedente campagna grazie al fatto che le piante risparmiate dal gelo presentano una produzione straordinaria che dovrebbe riuscire a compensare e le perdite, confermano il trend negativo Lazio (-29%), Umbria (-18%), Marche (-39%) e Abruzzo (-12%). Andamento positivo, invece, per le Regioni del Nord grazie soprattutto al buon clima estivo registratosi in Veneto (+35%) e Lombardia (+30%).
“È un’annata difficile per il nostro settore per questo non sono più procrastinabili interventi seri, a partire da un nuovo Piano Olivicolo Nazionale, che consentano agli olivicoltori di aumentare la produzione e di far fronte in questo modo ai problemi stagionali che ogni anno registriamo” ha detto il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo.

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