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Nazione / Giorno / Carlino

E si può anche dire
addio alla patente ... “Più controlli sulle strade e maggiore prevenzione,
ma bisogna anche far capire una volta per tutte a chi uccide
una persona perché si trova alla guida di un’auto in stato di
ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, che non solo rischia concretamente
il carcere, ma che si vedrà privato per una quantità
di tempo considerevole della patente e gli verrà confiscato
il mezzo”. Parole del sottosegretario agli Interni, Alfredo
Mantovano, che introduce così anche un altro aspetto importante
del decreto legge in vigore da ieri. Un automobilista
ubriaco (tasso alcolico superiore all’1,5 g/l) che provoca un
incidente mortale, oltre al possibile carcere, alla multa e alla
confisca dell’auto, è sottoposto anche alla revoca della patente.
Revoca minima per un anno, ma il prefetto competente
può anche disporre un tempo più lungo, tre anni o cinque. In
alcuni casi, nei casi più gravi, la revoca può essere rinnovata
in continuazione e diventare anche definitiva. Cioè, quella
persona non potrà più ridare la patente per il resto della vita.

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