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Allegrini 2018

Nazione / Giorno / Carlino

Grandi bottiglie a piccoli prezzi ... Stile francese in salsa toscana. E filosofia biodinamica. Nel 2004 in val di Cecina un olandese, Eric Albada Jelgersma, acquistò 14 ettari già coltivati secondo la filosofia steineriana. Affascinato da questo angolo di Toscana, Jelgersma si è costruito un piccolo chateau a somiglianza dei grandi che possiede nel Bordolese. In cantina lavora Dominique Génot con uve come merlot, cabernet franc e i bianchi petit manseng, viognier e chardonnay. Quattro Igt Toscana in catalogo: due rossi importanti (Caiarossa e Pergolaia), un bianco profumato e un vino dolce. Pergolaia, per costruzione, è il più toscano di tutti. Sangiovese al 95% con nuances di merlot e cabernet franc, ad ammorbidire. Risultato: un rosso di grande freschezza e bevibilità. Le operazioni in vigneto seguono il calendario lunare e i trattamenti antiparassitari si limitano a bassi dosaggi di rame e zolfo, con infusioni di ortica, salice, camomilla. La vite insomma in perfetto equilibrio con il suo ecosistema. Filosofico o no, Pergolaia è un bel rosso di territorio, di profumi rossi al naso e al palato morbido, con bei tannini levigati da legni non invadenti. Alla grande su arrosti e cacciagione. In enoteca sui 15 euro. PERGOLAIA 2006, Caiarossa. Info: www.caiarossa.it.
La crisi sta ridando a ciascuno il suo. Certi vini, sopravvalutati, ammuffiscono sugli scaffali. Altri vengono riscoperti dal mercato. E’ il caso del pignolerie bolognese, il bianco autoctono per eccellenza dell’Emilia Romagna assieme all’albana. Bologna enologica è tutta da riscoprire. Il paradosso è che mentre i produttori dei Colli petroniani lavoravano bene, i loro vini restavano ai margini sia dell’attenzione delle istituzioni che delle carte dei ristoranti felsinei. Una endemica litigiosità ha poi aggravato il quadro. Adesso si punta sfoltire le tante troppe denominazioni e a valorizzare (docg?) il pignoletto classico, cioè in versione ferma. Che può essere un bel bicchiere che nulla ha da invidiare ai bianchi del nord est. E’ il caso di questa bottiglia di Gaggioli, bella tenuta di Zola Predosa, dove Carlo e Letizia (padre e figlia) fanno vini e agriturismo nei rispetto dell’ambiente e dell’uomo. Il loro Francia Classico, annata 2008, top di gamma dei pignoletti, è scattante, asciutto, minerale. Tenui fiori bianchi al naso e in bocca avvolgente ed equilibrato. Eccelle coi tortellini in brodo o risotti delicati, ma anche con carni bianche, pesce, formaggi stagionati. In enoteca sui 10 euro. IL FRANCIA CLASSICO 2008, Gaggioli. Info:www.gaggiolivini.it

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