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Nazione / Giorno / Carlino

Cantine in crisi. Confcooperative boccia la Regione ... Tanta uva per un vino di grande qualità. Un’ottima annata, ma con lo spettro della recession: tanto che la campagna targata Confcooperative è pronta a chiedere la dichiarazione dello stato di crisi dell’agricoltura toscana, non solo del vino, perché “da tutti i settori i segnali sono pesanti”. Lo fa con la forza dei numeri: 6.500 ettari di vigneti, 14 cantine, 2.200 soci viticoltori con 400 addetti, 398mila ettolitri di vino in 50 milioni di bottiglie per un valore di 98 milioni di euro. È il 20% del prodotto, con picchi a Montepulciano (oltre il 50%), a Pitigliano e in varie denominazioni. Un movimento che ha visto crescere la produzione di uva del 16%, quest’anno. Ma, a vendemmia conclusa, il presidente di Confcooperative Gianfranco Tilli e quello di Fedagri-vino Francesco Colpizzi tracciano un quadro pesante. Vendite in calo del 20% con picchi del 30% nel Chianti, prezzi dimezzati, riduzione dell’export nei classici mercati forti (Usa, Germania, Gran Bretagna) e minor domanda in Italia “per una ingiustificata demonizzazione del vino con le campagne anti-alcol”, a fronte della crescente
concorrenza dei paesi emergenti, Australia e Cile in testa. Punta del dramma, “i soci che non hanno raccolto perché i costi superano i ricavi”. Da qui la richiesta dello stato di crisi. Ma anche qualche bacchettata alla Regione, che “da anni spende risorse per il marchietto della Farfallina invece di investire in promozione e immagine”. E qualche indicazione di strategie: sinergie e fusioni per ridurre i costi e ampliare la gamma dei prodotti, e nuove idee per vendere all’estero. “Ma il supporto della Regione è indispensabile”.

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