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Nazione / Giorno / Carlino

“Sete di novità, la mia ricetta contro la crisi ... Già dal 1969 suo padre Luigi importava e esportava bevande in tutto il mondo. Arrivato al vertice dell’azienda, Pietro Riscaldi non ha fatto altro che tenere ben salda l’attività di famiglia, senza però perdere di vista l’importanza del rinnovamento.

Un’attività di lungo corso la vostra. È sempre lo stesso spirito aziendale che vi anima?

“Direi di sì, decisamente. Mio padre è partito da una realtà molto particolare, quella genovese, una delle città mercantili per eccellenza. Alla base dell’apertura di questa attività c’è stato innanzitutto l’azzardo, la sua decisione di mettersi in proprio con la fiducia di averci visto giusto. Il porto, il mare, le navi cariche di stranieri: il mondo passava per la sua città, e lui ha avuto la capacità di capire cosa mancava. Gli stranieri cercavano i cocktails e altre bevande che qui non erano neanche lontanamente così diffuse: lo spazio per investire c’era tutto. Negli anni lo spirito è rimasto questo: la continua curiosità di scoprire cosa c’è al di là del mare e delle colline che circondano Genova. È impossibile crescere senza aprirsi all’innovazione”.

Negli anni Settanta, in piena crisi economica, avete investito su altri marchi per tentare di superarla. Oggi adottate la stessa strategia?

“In buona sostanza sì, la nostra logica di
reazione è la stessa. L’azienda rilancia sempre con delle novità, con lo scouting di prodotti all’estero, e non smettiamo di investire nonostante tutto. Sono continuamente a caccia di nuovi prodotti, e abbiamo avuto proposte interessanti da nuovi fornitori anche perché siamo riusciti a conquistarci una certa fiducia sul campo”.

Quali sono le tendenze attuali del mercato delle bevande?

“Per sintetizzare direi che più si alza il tasso alcolico di una bevanda più calano le vendite. C’è molta più attenzione verso prodotti salutari e attenti al benessere. Il mercato dell’alcol ovviamente non sparirà, ma è altrettanto vero è che la crisi lo sta toccando significativamente. Le persone non vanno più così spesso al ristorante, se vanno ordinano meno alcolici anche a causa delle nuove leggi del codice della strada, la popolazione sta invecchiando, tutti dati che influiscono sul mercato. Ma c’è qualcosa di altrettanto significativo: la richiesta sempre più alta degli ultra premium, ovvero dei prodotti di alta qualità, come liquori distillati varie volte, birre prodotte da piccoli birrifici o marchi internazionalmente noti. Riassumendo, la gente beve meno ma in maniera più consapevole e, sopratutto, beve meglio”.

Come si inquadrano in quest’ottica le vostre nuove acquisizioni all’estero?

“Da maggio stiamo distribuendo ‘Monster’, la bevanda energetica più popolare in America. Un prodotto che ci sta dando soddisfazioni enormi, e che in pochi mesi - cosa che raramente accade in ambito economico - sta raggiungendo profitti notevoli. Una bevanda efficace ma che non dimentica l’importanza del gusto, e sponsor del nuovamente Campione del mondo Valentino Rossi. Speriamo sia di buon auspicio”.

Il benessere è sempre più importante dunque per gli acquirenti?

“Assolutamente. Noi crediamo molto anche ai thè freddi ‘AriZona’, senza additivi, senza conservanti e con antiossidanti. Fondamentalmente la gente sta prendendo decisioni di buonsenso e da quello si fa guidare, dalla scelta della macchina delle bibite. Questo non può che essere un buon segno”.

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