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Nazione / Giorno / Carlino

Cinzia Canzian, “Così sono diventata la signora delle bollicine” ... “Siamo sempre state legate al mondo del vino, ma sulla soglia dei quarant’anni abbiamo deciso di diventare noi le responsabili delle nostre scelte”. Che il mondo enologico sia sempre più “rosa”, ormai si sa. Ma non solo: ci sono donne come Cinzia Canzian e Pier Francesca Bonicelli, enologa, che dopo aver lavorato per anni nell’azienda dei mariti, non hanno avuto paura di fare concorrenza ai consorti per lanciarsi in una stimolante sfida tutta al femminile. Così, nel 2004, è nata “Le vigne di Alice”, casa produttrice di spumante, che ha un motto: “Life is a a bubble” (La vita è una bollicina).

Cinzia, qual è l’origine di questo slogan?

“Una sera eravamo a cena con alcuni turisti americani che ci hanno chiesto perché avessimo iniziato tutto da capo. D’istinto ho replicato con quello che poi è diventato non solo un motto, ma anche la risposta alle nostre fatiche”.

Quali vini producete?

“Noi facciamo solo spumante, Alice Extra dry, Doro Brut, Tajad Cuvée e Rosé Brut Osé. Sono vini della zona Conegliano Valdobbiene, ora Docg, e credo sia bello che un’azienda si concentri su una particolare tipologia. E poi bisogna fare quello che piace, che è anche quello che, alla fine, riesce meglio”.

Ci può parlare meglio del Tajad?

“Nel nostro dialetto significa “taglio” e per noi è stato un esercizio e un divertimento. Abbiamo giocato con Prosecco, Verdiso, Boschera e Bianchetta per ricreare un vino a cui è legata la nostra memoria olfattiva, con cui ritorniamo alle osterie di quando eravamo bambine”.

Il vostro è un territorio molto rinomato, qual è la particolarità del vostro vino?

“Di solito lasciamo parlare chi ci beve, che tra poco avrà uno spazio sul nostro sito. Per quanto riguarda l’Extra dry, per esempio, è asciutto e poco morbido. Mi piace dare corpo al Prosecco, perché penso sia adatto ai pasti e a piatti diversi. Le bollicine nascondono sempre un gioco e qualcosa di rilassante. È anche per questo che nel nostro agriturismo al posto del solito happy hour proponiamo “l’ora felice”, un modo per staccare a fine giornata e condividere in compagnia il piacere di un buon vino e di tante prelibatezze del territorio”.

Si avverte un tocco femminile nei vostri prodotti?

“Nei nostri vini ci siamo noi due. In quanto donne, portiamo avanti i nostri obiettivi con determinazione. Non si tratta di femminismo, abbiamo solo voglia di essere indipendenti, anche se non smettiamo di confrontarci con i nostri mariti e i loro risultati”.

Il vostro essere donne vi ha ostacolato inizialmente o, al contrario, vi ha favorito dal punto di vista comunicativo?

“Ci ha facilitato, abbiamo trovato persone titubanti, a volte, ma in generale molto disponibili. Non è corretto parlare di svantaggi o vantaggi, tutto dipende da come ti poni nei confronti della gente”.

Sono sempre di più le donne che si accostano all’universo enologico. Esistono vini particolarmente “rosa”?

“Non credo, oggi lo stile di vita delle donne è molto diverso rispetto ad un tempo. Ora si informano, ricercano e hanno una maggiore consapevolezza dei propri gusti. Proprio come gli uomini”.

Qual è il vostro mercato principale?

“Vendiamo soprattutto in Italia. Negli Usa, dove esportiamo di più, siamo state avvantaggiate dal nostro ottimo rapporto qualità-prezzo”.

Quindi non avete sentito la crisi nemmeno negli Stati Uniti?

“Diciamo che i veri amanti del made in Italy non hanno dovuto rinunciare a una buona bottiglia”.


Chi è. Cinzia Canzian, nata a Vittorio Veneto (Treviso) nel 1965, è esperta di pubbliche relazioni e segue la comunicazione e il marketing aziendale. Lavora nel mondo del vino da più di 15 anni, dopo aver iniziato nell’azienda di famiglia. Dal 2004, insieme all’amica ed enologa Pier Francesca Bonicelli, si dedica a “Le Vigne di Alice”, a Carpesica (Tv), nel cuore del Prosecco Conegliano Valdobbiadene. Cinzia e Pier Francesca gestiscono anche l’agriturismo “Alice, Relais nelle vigne”. Info: www.levignedialice.it; www.alice-relais.com.

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