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Allegrini 2018

Nazione / Giorno / Carlino

Grandi bottiglie a piccoli prezzi ... Tenimenti è la società del Gruppo Montepaschi che gestisce le proprietà agricole di Rocca Salimbeni. Chi pensa che quando un gruppo bancario scende in cantina non sia attento alla qualità, si sbaglia. Anzi, valorizzazione del territorio e soddisfazione del cliente sono una sfida di rigore anche in ambiti diversi dalla finanza. Poggio Bonelli, nel Chianti classico, è il fiore all’occhiello delle tenute MPS (le altre sono Chigi Saracini, sempre nel Chianti, e Tenuta Marinella in Liguria specializzata nel lattiero-caseario). Con 83 ettari di vigna Poggio Bonelli fa vino fin dal Cinquecento e ha dimensioni complessive (830 ettari) imperiali, anzi “papali”, essendo passata anche per le mani della famiglia Piccolomini. Oggi le varie attività fanno capo a un manager (Roberto Vivarelli) che gestisce l’impero con la cura e la passione dell’autentico vigneron. Pochi vini, tutti di livello, a forte impronta territoriale ma anche con un rapporto equilibrato qualità/prezzo. A partire dal Chianti Classico base. Al naso c’è la vibrante intensità dell’amarena e dei frutti rossi di bosco, in bocca asciutto e deciso, vero carattere toscano. In enoteca sui 13 euro. Chianti Classico 2007, Poggio Bonelli. Info: . www.poggiobonelli.it.

Tutti a fare bollicine e rosè, magari bollicine rosè, è la moda del momento. L’Emilia è la terra dei frizzanti, a partire dal bolognese pignoletto, passando per i lambruschi modenesi-reggiani, fino alle malvasie parmensi-piacentine. E i Colli piacentini sono terra di elezione - anche se appartata - per piacevolissime bollicine, a partire dalla versione “vivace” del Gutturnio, il rosso di territorio più noto. Ma qui stiamo sulle bollicine bianche di Meissa, malvasia di Candia spumantizzata con garbo e senza indulgere alla piacioneria, dalla cantina di Vicobarone di Ziano Piacentino, nel cuore della val Tidone, 330 soci viticoltori divisi fra Colli piacentini e Oltrepò pavese. Realtà in crescita, che fa quantità coniugandola con la qualità. Le uve sono soprattutto: bonarda e barbera tra i rossi, ortrugo e malvasia per i bianchi. Ma torniamo a Meissa, questo brut di malvasia che regala al naso piacevoli note fruttate e agrumate e al palato risulta consistente, sapido e fresco quanto basta, senza troppi muscoli (12°) o bollicine “esplosive”. Perfetto a tutto pasto sul pesce, risotti alle verdure e arrosti delicati. Servire freddo (6-8°). In enoteca a 6,50 euro. Meissa 2008, Cantina Vicobarone. Info: www.cantinavicobarone.com.

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