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SPESA ALIMENTARE

Nel 2018 le famiglie destinano agli alimentari 461 euro mensili, a solo +0,3% sul 2017: i dati Istat

La spesa alimentare sostanzialmente resta invariata dal 2017. Coldiretti: numeri più bassi da 10 anni a questa parte
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I dati Istat sulla spesa alimentare degli italiani: nel 2018 solo +0,3% sul 2017

Ogni mese, nel 2018, gli italiani hanno speso 2.571 euro, di cui 461 euro per alimentari e bevande analcoliche. Cifra che cresce dal 2017, ma di uno scarso 0,3%, e cala di ben 156 euro annui rispetto a dieci anni fa: questi, i numeri dell’Istat relativi alla spesa delle famiglie, che evidenzia comunque come la spesa alimentare incida per il 18% sul totale. Ma, se si guarda al dato dell’anno precedente, ossia la crescita del 2017 sul 2016, la percentuale è decisamente più alta, cioè pari all’1,6%. Ciò che si nota, come sottolinea la Coldiretti, è comunque il sostanziale cambiamento della composizione del carrello: l’ortofrutta, precisa la Coldiretti, diventa la maggiore voce di spesa degli italiani per un importo di 1.260 euro all’anno per famiglia, sorpassando così la carne, a 1.176 euro annui, mentre al terzo posto sul podio si trovano pane e pasta, per i quali si spendono 912 euro all’anno. La spesa mensile, ad ogni modo, non registra differenze significative rispetto ai 457 euro del 2017. Più nel dettaglio, aumenti di spesa si registrano per le carni (98 euro mensili, +4,0% rispetto all’anno precedente), i pesci e i prodotti ittici (41 euro mensili, +3,4% sul 2017) e per caffè, tè e cacao (15 euro, +5,0%): proprio le carni costituiscono anche la voce di spesa alimentare più importante in termini di composizione del carrello, rappresentando il 3,8% della spesa totale. Il pesce, invece, pesa meno della metà delle carni (1,6% della spesa complessiva) e caffè, tè e cacao appena lo 0,6%. Solo la spesa per zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolciumi (che rappresenta appena lo 0,7% della spesa totale) diminuisce significativamente (19 euro mensili, -2,6% sul 2017). Sul cibo in Italia si assiste in realtà, continua la Coldiretti, ad una polarizzazione nei consumi con un numero elevato di cittadini che si rifugia nei discount low cost, mentre chi può cerca di dare un valore etico e salutistico ai propri acquisti con l’aumento nel carrello del biologico, del prodotto locale e a chilometri zero.

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