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DENTRO LA FINANZIARIA

Nella legge di Bilancio 2019 anche il taglio all’Iva sui tartufi ed alle accise sui micro-birrifici

Dopo l’analisi della Coldiretti, il bilancio, tutto sommato positivo, di Confagricoltura
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In finanziaria anche il taglio all’Iva sui tartufi

La legge di Bilancio 2019, dopo una breve ma intensa bagarre parlamentare, supera il voto di fiducia sia al Senato che alla Camera, e con la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella le misure decise dal Governo gialloverde diventano definitive. Tanti, come è facile immaginare, i temi che toccano il mondo dell’agricoltura, già analizzati ed approfonditi da Coldiretti nei giorni scorsi, come abbiamo scritto qui, che ne fa un bilancio in equilibrio, tra luci, soprattutto rispetto a misure di carattere tecnico, ed ombre, che riguardano più che altro le prospettive future di crescita. A stuzzicare l’interesse dei media e dei social, invece, sono state alcune norme secondarie, capaci di scatenare un certo dibattito: si va dalla riduzione dell’Iva sui tartufi, che passa al 5% per quelli freschi o refrigerati ed al 10% su quelli congelati o essiccati, alla sforbiciata del 40% sulle accise dei micro-birrifici, passando per il taglio dell’Iva sui cracker ai cereali.
A fare un bilancio sostanzialmente positivo, in linea di massima in linea con l’analisi della Coldiretti, è Confagricoltura, che sottolinea gli interventi nati dalla collaborazione con i diversi gruppi parlamentari:
il potenziamento del piano straordinario per la promozione del made in Italy, con 90 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni per il 2020; la proroga del “bonus verde” con la detrazione fiscale per gli interventi di sistemazione del verde da parte dei privati; l’istituzione e il finanziamento del Fondo per la tutela e la valorizzazione delle foreste italiane; il voucher per la rimozione e il recupero di alberi e tronchi nelle aree colpite da calamità naturale; gli interventi per il contrasto alla Xylella fastidiosa; l’istituzione del Catasto delle produzioni frutticole; i finanziamenti per i progetti nel settore apistico, per il Fondo nazionale per la montagna e per il Fondo per gli indigenti. Positiva anche la possibilità, per gli imprenditori agricoli, di vendere al dettaglio (purché in misura non prevalente) prodotti di altri agricoltori, garantendone così l’origine ai consumatori. Mancano all’appello, secondo Confagricoltura, misure per il rilancio dell’economia nazionale, a partire da una sostanziale riduzione del cuneo fiscale, fondamentale per le imprese che vogliono investire e assumere risorse per confrontarsi con i mercati internazionali; l’attivazione del credito d’imposta sugli investimenti; maggiori risorse per la digitalizzazione dell’agricoltura e anche per le infrastrutture.

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