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OLTRE 40 SOSTANZE CHIMICHE PRESENTI IN ALIMENTI COME IL LATTE O LE MELE, SONO PERICOLOSE, ALCUNE ADDIRITTURA CANCEROGENE, E UN BAMBINO PUO’ INGERIRE 81 DIVERSE SOSTANZE CHIMICHE DANNOSE IN UN GIORNO: E’ L’ALLARME LANCIATO DA “GENERATIONS FUTURES”

Dalla mattina alla sera, tra colazione e cena, passando per il pranzo ed i break con merendine, un bambino di dieci anni può finire per ingerire anche 81 diverse sostanze chimiche. L’allarme arriva dalla Francia, dove l’associazione Generations Futures ha condotto un’inchiesta sull’inquinamento chimico nei piatti consumati ogni giorno da bambini di 10 anni, analizzando cosa contengono i cibi consumati normalmente, senza eccedere in comportamenti alimentari scorretti e, piuttosto, seguendo i consigli del Ministero della Salute d’Oltralpe, che suggerisce di consumare ogni giorno cinque frutti e verdure fresche, tre latticini e un litro e mezzo di acqua. Per rendere il tutto più realistico sono stati compresi nello screening anche le merendine e i dolciumi più diffusi, e i prodotti monitorati erano quelli distribuiti nei supermercati di Parigi e della regione dell’Oise, tra luglio e settembre 2010.

E, ad emergere è un quadro allarmante: almeno 42 delle sostanze chimiche presenti anche in alimenti di base “virtuosi”, come il latte o le mele, sono pericolose, alcune potrebbero essere addirittura cancerogene, mentre 5 lo sono in modo certo. Sono 37, inoltre, le sostanze che possono provocare danni alle funzioni endocrine. L’ingestione di sostanze nocive comincia sin dalla prima colazione: secondo lo studio, il burro ed il the al latte contengono più di una decina di residui cancerogeni, oltre ad una ventina di sostanze che possono turbare il sistema ormonale. La mela importata dal Brasile, per la merenda, presenta tracce di 6 sostanze chimiche, di cui un fungicida vietata in Francia. Stessa cosa per i fagiolini del Kenia, su cui lo studio ha registrato la presenza di pesticidi potenti, vietati nell’Unione Europea. Altri pesticidi e sostanze chimiche sono stati trovati negli hamburger, nel salmone, nel tonno in scatola, nei chewing gum e persino nella baguette.

Come difendersi? Il riflesso più immediato, secondo lo studio, è quello di suggerire l’utilizzo di prodotti di stagione, evitare quelli che arrivano da troppo lontano e soprattutto, se si vuole stare veramente tranquilli, affidarsi a quelli bio, nazionali, con certificazioni credibili.

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