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SFRUTTAMENTO DEL LAVORO

Osservatorio Agromafie: nuovo progetto “Lavoro stagionale-dignità e legalità” contro il caporalato

24,5 miliardi il volume d’affari delle agromafie. E 1 prodotto su 5 che arriva in Italia non rispetta le regole. Bonafede: esame Ddl nel prossimo Cdm
AGROMAFIE, Coldiretti, GIAN CARLO CASELLI, LAVORATORI STRANIERI, OSSERVATORIO AGROMAFIE, Non Solo Vino
L’Italia lotta contro il caporalato in agricoltura

Una proposta per contrastare il caporalato nel lavoro e affrontare in maniera concreta la situazione di grave vulnerabilità e marginalità nella quale versa un segmento consistente di cittadini stranieri oggi a rischio di grave sfruttamento lavorativo in ambito agricolo, con un volume d’affari annuale delle agromafie che è salito a 24,5 miliardi di euro, e che si riflette sulla competitività delle imprese che rispettano le regole e sulle condizioni di lavoro anche del non migrante: è il progetto “Lavoro stagionale-dignità e legalità” lanciato oggi a Roma dalla Fondazione “Osservatorio Agromafie”, il cui Comitato scientifico è presieduto da Gian Carlo Caselli con Coldiretti e Anci, con Giovanni Salvi, procuratore generale della Cassazione, e alla presenza del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha annunciato come nel prossimo Consiglio dei Ministri dovrebbe essere esaminato il Ddl contro le agromafie che fa diretto riferimento al testo di riforma predisposto dall’Osservatorio. L’obbiettivo è quello di migliorare la disciplina e gestione del lavoro stagionale, al fine di assicurare condizioni di lavoro dignitose e legali, e, al tempo stesso, di consentire alle imprese agricole di sostenere la concorrenza internazionale. Che vuol dire anche che, dalle nocciole della Turchia ai fiori della Colombia, quasi 1 prodotto alimentare su 5 importato che arriva in Italia non rispetta le normative in materia di tutela della salute e dell’ambiente o i diritti dei lavoratori vigenti nel nostro Paese dove arrivano spesso con agevolazioni anche grazie agli accordi preferenziali stipulati dall’Unione Europea, insieme ai migranti costretti a sfuggire allo sfruttamento nei loro Paesi di origine. “È necessario che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Made in Italy che, per oltre 1/4 nasce grazie al lavoro degli stranieri, con 370.000 lavoratori provenienti da ben 155 Paesi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura fornendo il 27% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore.
Una proposta sostenibile, coerente ed innovativa, quella dell’Osservatorio, che vuole avvalersi degli strumenti previsti nell’attuale ordinamento, della collaborazione interistituzionale e del coinvolgimento diretto delle associazioni datoriali e dei lavoratori, ed è volta a: 1) rafforzare il sistema esistente utilizzando gli strumenti di Programmazione e definizione delle quote di ingresso per lavoro stagionale e contribuire ad una definizione puntuale del fabbisogno di lavoro stagionale (non solo in agricoltura) attraverso una previsione specifica di fabbisogno per aree determinate e collegarlo ad altre richieste di lavoro stagionale, nella stessa area o in aree vicine, in maniera da assicurare una continuità del rapporto lavorativo del dipendente stagionale; 2) far emergere le situazione di marginalità (irregolarità) e lavoro nero partendo dalle principali situazioni di vulnerabilità e precarietà attualmente riscontrate e che riguardano i lavoratori in agricoltura che versano in condizioni di irregolarità amministrativa e coloro i quali da anni presenti e attivi nel nostro Paese in qualità di richiedenti asilo si ritrovano, in qualità di diniegati o in assenza di rinnovo del titolo di soggiorno per motivi umanitari, in una situazione di strutturale precarietà e potenziale ricattabilità. In questo caso si tratterebbe di prevedere strumenti di emersione su base individuale, diversi dai provvedimenti straordinari di regolarizzazione generalizzata (cd. sanatorie), come ad esempio regolarizzazione ad personam temporanea e condizionata attraverso l’introduzione nel Tu sull’immigrazione di un permesso di soggiorno per lavoro stagionale per i migranti irregolari in agricoltura che consenta di avviare al lavoro il migrante irregolare, individuato attraverso l’intermediazione delle associazioni di categoria per il lavoro stagionale e che accetti la condizione di ritorno al paese di origine al termine del periodo massimo di lavoro (9 mesi) ma con la possibilità di ottenere il visto di ingresso per successivi periodi analoghi e anche per più annualità come la normativa attuale prevede; 3) promuovere interventi atti a contrastare la presenza del caporalato e volti a sostenere i lavoratori stagionali in varie sfere (dal trasporto all’alloggio) da realizzarsi sotto la regia dell’ente locale e con il supporto delle realtà del terzo settore, con, tra i realizzabili, l’accompagnamento all’inserimento abitativo (temporaneo) per i lavoratori stagionali in agricoltura attraverso l’accoglienza diffusa in appartamenti, lo sviluppo di progetti di rigenerazione urbana, realizzando interventi innovativi di social housing in cui i servizi abitativi divengono parte integrante delle politiche sociali, complementarietà tra sicurezza, solidarietà, coesione sociale e lavoro; pianificazione dei trasporti, orientamento ai servizi.

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