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Panorama Economy

Vendemmia di finanziamenti doc … Terreno, uvaggio e sapienza artigianale non sono gli unici ingredienti per un vino di qualità. Rinnovare il parco botti, gestire le giacenze nel tempo necessario per l’invecchiamento, reimpiantare i vigneti costa. E tanto. Così i produttori italiani di vino che puntano alla qualità sono diventati il nuovo target, un mercato che gli istituti di credito guardano con interesse e con prodotti sempre più specifici. “Diversamente da altri settori, il vino non ha denunciato crisi strutturali: le aziende investono e chiedono capitali. Tra il 2004 e il 205 abbiamo registrato un +12,4% nel ricorso al finanziamento” dice Ettore Brandolini, responsabile marketing per l’agricoltura di Banca Intesa. Numeri che si traducono nell’impulso a diversificare l’offerta, anche in relazione a come cambia la produzione. “Posso fare l’esempio del prestito vendemmia - prosegue Brandolini - che abbiamo studiato constatando il mutamento dei tempi. Prima per portarla a termine occorrevano 15-20 giorni, e l’azienda può aver bisogno di un supporto finanziario a copertura dei costi. Si tratta di un’offerta da poco aggiunta al nostro carnet, accanto a un altro finanziamento a 4 o 5 anni per quelle aziende che praticano invecchiamenti di un certo tipo, per esempio i barricati o gli spumanti. Tra gli strumenti tradizionali - conclude - molto apprezzato è quello che offriamo alle aziende che abbiano bisogno di rinnovare il parco barrique: oltre al finanziamento, proponiano un portafoglio di fornitori. Un po’ come se fossimo intermediari”. (arretrato del 7 aprile 2006)

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