02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Panorama Economy

Quasi un bancomat per bianchi e rossi ... Gas azoto e argon per conservare alcolici. Tecniche d’avanguardia per calcolare le quantità erogate e le temperature. In pochi anni la casa toscana è riuscita a sfondare sui mercati. Soprattutto esteri. Una macchina per distribuire il vino: che, con una tecnologia all’avanguardia, basata sull’introduzione di gas azoto o di argon, conserva la bevanda per almeno 20 giorni. IL brevetto appartiene ad una società basata a Greve in Chianti, presso Firenze: la Enomatic. “L’idea” dice a Economy Riccardo Gosi, general manager di Enomatic, “risale al 2000-2001. Ci siamo lanciati nel businnes con Lorenzo Benvista, che è proprietario dell’azienda viticola “Le cantine di Greve” ed è il mio socio nella produzione di distributori di vini pregiati a bicchiere”. Amanti del vino, i due toscani decidono di mettere in comune la competenze per dare vita ad un progetto rivoluzionario, che si concretizza con la costituzione della Enomatic nel febbraio 2002: un sistema “democratico”, che rompe con l’approccio tradizionale dell’assaggio del vino. E l’azienda conosce immediati successi, in particolare fuori dall’Italia. Oltre alla sua carica di presidente, in qualità di tecnico di formazione, Gosi gestisce personalmente tutta la progettazione della produzione. Sono quattro linee commercializzate sul mercato: Enoline, Enosystem, Enoround e Enomove. Tecnologicamente all’avanguardia, le macchine presentano caratteristiche uniche: un sistema software rende possibile il dosaggio della quantità del vino da versare. E la linea Enoline controlla addirittura la temperatura del vino secondo le esigenze. “Le nostre macchine sono una garanzia per il cliente, in quanto il vino introdotto in esse mantiene la sua perfetta integrità” dichiara Gosi. Sono bastati solo pochi anni all’azienda per consolidare la posizione di leader di settore. Mondialmente riconosciuta, oggi è in grado di offrire prodotti che presentano vantaggi per consumatori e professionisti del settore: enoteche, wine bar, ristoranti. Oltre alle macchine, Enomatic mette a disposizione della clientela anche una serie di software da usare come veri e propri strumenti di marketing: per esempio, si possono analizzare gli andamenti dei consumi giornalieri o mensili, oppure le preferenze dei clienti. L’ultima novità è l’ingegnosa Wine Card, una specie di bancomat del vino – con o senza chip card – che permette all’utente di assaggiare in tutta libertà il rosso o il bianco che desidera. Toscana ed Emilia. Enomatic ha una filiale di produzione tutta italiana divisa tra Toscana ed Emilia-Romagna. Partito con soli tre addetti, il team ne conta oggi 13. In seguito all’andamento degli affari – 2 milioni di fatturato nel 2005 – Gosi annuncia a Economy l’acquisto a breve di una fabbrica di 2.400 metri quadrati, che sostituirà l’attuale struttura, di 600 metri. Storicamente legata alla tradizione della bottiglia che si stappa al tavolo, l’Italia fa fatica ad abituarsi a un sistema così rivoluzionario. E così il mercato nazionale, nonostante risultati discreti, rimane in coda nella lista dei mercati di riferimento: molto lontano dal numero, che sono gli Stati Uniti. L’export rappresenta attualmente il 70% del fatturato: l’azienda è presente in 32 Paesi, ma Sud Africa, Svezia, Olanda, Romania, Giappone, Nuova Zelanda e Russia sono i mercati trainanti. (arretrato del 27 luglio 2006)

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Pubblicato su

Altri articoli