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Panorama Economy

Gancia brinda al nuovo brand ... La cantina piemontese lancia un logo rinnovato con lo slogan “It’s
Gancia time”. E riparte sui mercati internazionali. Dopo che la famiglia
ha ricapitalizzato l’azienda con 10 milioni... Tutto è cominciato sei mesi fa, quando Lamberto Vallarino Gancia ha deciso di cambiare mestiere e fare l’azionista, affidando la gestione dell’azienda di famiglia a un manager indipendente. Non era mai successo nei 158 anni di storia della Fratelli Gancia, l’azienda che nel 1865 ha creato lo spumante italiano.
La famiglia continua a mantenere il 100% del capitale, ma ora tutte le attività sono sulle spalle di Paolo Fontana, l’amministratore delegato chiamato a risollevare lo storico marchio e portare un po’ di aria nuova nelle cantine di Canelli, in Piemonte. In sei mesi Fontana ha cambiato la prima linea del management e si è dato un piano strategico ambizioso, che punta al pareggio di bilancio
entro il 2009. Ma il primo vero test per Fontana arriva ora, con il lancio del nuovo marchio Gancia.
Il big bang è scoccato sabato 25 ottobre, in concomitanza con il cambio dell’ora solare. “It’s Gancia time” dice Fontana a Economy “è il claim che abbiamo scelto per accompagnare la campagna di lancio del nuovo logo. Non volevamo un nuovo brand Gancia, ma trasformare Gancia in un brand”. Gli investimenti che accompagnano la nuova campagna si aggirano intorno al 10% del fatturato, che nel 2007 si è chiuso a 109 milioni. Nuovo logo, packaging e immagine sono stati sostenuti anche dall’iniezione di capitali della famiglia Gancia per riequilibrare la situazione finanziaria del gruppo, che nello scorso esercizio ha accusato perdite per 4 milioni. L’aumento di capitale oscilla sui 10 milioni di euro. “E un segnale forte da parte della famiglia per rilanciare l’azienda. In un momento di criticità dell’economia” sostiene Fontana. “Prodotto, innovazione e tradizione sono i fattori vincenti che faranno la differenza sul mercato. Tre asset che si coniugano nel nuovo brand Gancia”.
Dietro l’operazione di rebranding c’è la focalizzazione dell’azienda su spumanti e aperitivi. Nel 2007 il mercato delle bollicine si è mostrato particolarmente frizzante. Secondo i dati presentati all’ultimo Forum italiano degli spumanti, i 700 produttori hanno messo sul mercato 276 milioni di bottiglie per un giro d’affari che sfiora i 2 miliardi di euro solo in Italia. All’estero va anche meglio, con il boom delle esportazioni verso la Russia (+200%) e la Cina(+64%).
“Puntiamo a recuperare una posizione importante sul mercato italiano, con il lancio di nuovi prodotti, come il Pinot di Pinot Rosé, e il potenziamento della rete distributiva” commenta Fontana. “Al tempo stesso vogliamo cavalcare le opportunità che si aprono sui mercati esteri, attraverso accordi e joint venture in Cina, Russia e Stati Uniti”. Con un biglietto da visita eccellente: le “cattedrali sotterranee” di Canelli. Le storiche cantine Gancia, Contratto, Bosca e Coppo che l’Unesco vuole trasformare in patrimonio mondiale dell’umanità.

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