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Panorama Economy

La Gran Signora dei vini d’Abruzzo ... Marina Cvetic continua il percorso di qualità che era stato avviato dal marito, considerati il “principe dell’enologia della regione”. Ma, da brava amministratrice, ora punta alla redditività e alla diversificazione. Con un castello trasformato in “enoresort” di lusso... “Sono una dilettante al volante di una Ferrari, ma ho avuto la grande fortuna di sedere per molti anni accanto a uno Schumacher”. Marina Cvetic, vedova di quello che il Gambero Rosso ha definito l’imprenditore agricolo più creativo del’Abruzzo, Gianni Masciarelli (scomparso a soli 52 anni a Monaco di Baviera, nell’agosto scorso), e responsabile delle tenute agricole e vinicole di famiglia (oltre 350 ettari), ama descriversi così, con immagini sincere e veraci quanto i vini che esporta in tutto il mondo.

E mentre precisa di sentirsi doppiamente baciata dalla sorte “perché ho alle spalle una squadra degna di quella di Maranello”, non può trattenersi da una raccomandazione: “Vorrei che l’articolo che sta per scrivere fosse pieno di passione. Perché il vino non è nient’altro che questo, passione e gioiosa semplicità”. Le crediamo. Ma è meglio precisare che, nel caso delle tenute Masciarelli, oltre
sentimento c’è un sontuoso business che ha portato le etichette della casa sulle tavole dei migliori ristoranti al mondo. La crescita continua, naturalmente” dice signora Cvetic, che sa degustare le leggi dell’economia come degusta i suoi vini, “anche se in questo momento il mio obiettivo è consolidare la redditività”.

In ogni caso continua il lavoro di rafforzamento della presenza nell’area dei Balcani, cui si uniranno iniziative che eslano dalla semplice produzione e commercializzazione del vino. “Entro l’estate verrà inaugurato il nostro primo resort” dice Cvetic a Economy “nel castello dei Baroni Particone a Seimivicoli vicino a Chieti. Una struttura esclusiva di 2 stanze completa di aree dedicate al fitness, circondata da una serie di percorsi fatti per gli amanti del cicloturismo”.

E sarà naturalmente un paradiso per gli appassionati della degustazione. Accanto al Trebbiano “Castello di Semivicoli”, che dal 2004 Masciarelli aveva intitolato al suo nuovo possedimento chietino, nel resort appena inaugurato si potranno assaggiare i frutti delle altre linee produttive che compongono il raffinato bouquet della casa. E accompagnarli, magari, con i prodotti agroalimentari che costituiscono un altro dei rami di attività dell’azienda abruzzese, a cominciare dall’olio. Si tratta delle linee Villa Gemma e Classica e dei Montepulciano, Trebbiano, Cabernet Sauvignon e Chardonnay che portano significativamente il nome dell’attuale proprietaria cioè Marina Cvetic. Le migliori uve di Masciarelli vengono dai vigneti di San Martino della Marrucina, sempre in provincia di Chieti, a 410 metri sul livello del mare, e a venti chilometri dalla Maiella. Ma le vigne di famiglia sì trovano anche nelle altre tre province abruzzesi: Pescara, Teramo, L’Aquila. Il successo che hanno ottenuto finora ha, invece, una dimensione internazionale: “Il nostro ultimo fatturato ha superato i 12 milioni di euro” calcola Cvetic “Realizzato per il 30% fra Usa e Giappone. Le esportazioni hanno inciso sui nostri incassi per il 45% circa, ma quest’anno potrebbero raggiungere il 47%. I Paesi presenti dalla nostra rete di distribuzione sono quasi 40”.

E nessun continente è escluso: i premi conquistati da Masciarelli nel corso della sua storia vengono indifferentemente dalla Norvegia o dall’Inghilterra, che hanno insignito di medaglie d’oro il Montepulciano Villa Gemma nell’ambito dei loro concorsi internazionali, ma anche dalla Corea: “L’Asia è un mercato in continua crescita” dice Cvetic “grazie non soltanto al successo ottenuto in Giappone, ma anche per le aperture a Singapore, in Cina e in India, in Thailandia e in Cambogia”.
Il tutto assolutamente fuori dai canali della distribuzione organizzata, per privilegiare invece ristoranti ed enoteche: “Non si tratta soltanto di una strategia commerciale” spiega Cvetic “ma di una decisione dovuta anche alla relativa esiguità della nostra produzione, pari a circa un milione e mezzo di bottiglie l’anno, compresa la nuova linea Iskrà, cioè “scintilla” nelle lingue slave”.

Altri 82 ettari complessivi acquistati di recente a Loreto Aprutino, ancora in provincia di Chieti, potranno forse contribuire a un incremento delle produzioni, che tuttavia la proprietaria non considera essenziale. Altri sono invece i dettagli importanti: “Il vino è e deve restare entusiasmo. Non vendiamo bottiglie, ma emozioni”.

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